giovedì 19 dicembre 2013

Che Natale è senza Gesù...?

     Anche quest'anno possiamo fare la nostra piccola parte perché Natale sia la festa di Gesù (e non di altre cose che non c'entrano ...).
Leggete sotto e fate girare!!


domenica 24 novembre 2013

Una vita luminosa

    Ecco la storia meravigliosa di Chiara Luce Badano. Vale veramente la pena conoscere la vita di questa ragazza così giovane eppure così forte e autentica.
Guardando il volto e gli occhi di questa  ragazza che ha amato Dio e in Lui ha trovato la forza, viene veramente da pensare a quanto siano vere queste parole della Scrittura:

"Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.
Guardate a Lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire".
(Salmo 34[33], 5-6)


Beata Chiara "Luce" Badano




   
Chiara: un volto luminoso anche durante la malattia

venerdì 20 settembre 2013

Non abbiamo portato nulla in questo mondo...

Se solo meditassimo un po' di più su queste cose quanto sarebbe più semplice la vita...


    Non abbiamo portato nulla nel mondo 
e nulla possiamo portare via.

Quando dunque abbiamo 
di che mangiare e di che coprirci
accontentiamoci.
(S.Paolo, Prima lettera a Timoteo 6, 7-8)


Non temere se un uomo arricchisce
se aumenta la gloria della sua casa.
Quando muore, infatti, con sé non porta nulla 
né scende con lui la sua gloria.
Anche se da vivo benediceva se stesso: 
«Si congratuleranno, perché ti è andata bene», 
andrà con la generazione dei suoi padri, 
che non vedranno mai più la luce. 
Nella prosperità l'uomo non comprende, 
è simile alle bestie che muoiono.
(Salmo 48[49], 17-21)

martedì 9 luglio 2013

Dov’è il sangue del tuo fratello?

Ecco alcune delle parole del Papa a Lampedusa.
C'è da meditare per tutti...



      "Anche oggi questa domanda emerge con forza: 
Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? 
Nessuno! Tutti noi rispondiamo così: non sono io, io non c’entro
saranno altri, non certo io. 
Ma Dio chiede a ciascuno di noi: 
«Dov’è il sangue del tuo fratello che grida fino a me?». 

       Oggi nessuno nel mondo si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna; siamo caduti nell’atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell’altare, di cui parlava Gesù nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo “poverino”, e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci tranquillizziamo, ci sentiamo a posto. 
       La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell'indifferenza.
Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!

[...]
      Signore, che sentiamo anche oggi le tue domande:
«Adamo dove sei?», «Dov’è il sangue di tuo fratello?».
"

(Papa Francesco, Omelia durante la Visita a Lampedusa - 8 luglio 2013, 
http://www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130708_omelia-lampedusa_it.html)



giovedì 27 giugno 2013

Senza braccia e senza gambe

Nascere senza braccia e senza gambe è una vita degna di essere vissuta?
Ecco una testimonianza potentissima!


Testimonianza di Nick Vujicic
C'è molto da riflettere per coloro che pensano di poter decidere chi può nascere e chi va soppresso nel grembo della madre perché "tanto sarebbe infelice"...!!!



"Passando, vide un uomo cieco dalla nascita 
e i suoi discepoli lo interrogarono: 
«Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». 
Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, 
ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio".
(Giovanni 9, 1-3)

giovedì 20 giugno 2013

Pastori, non pettinatori di pecorelle


     "Nel Vangelo è bello quel brano che ci parla del pastore che, quando torna all’ovile, si accorge che manca una pecora, lascia le 99 e va a cercarla, a cercarne una. 

Ma, fratelli e sorelle, noi ne abbiamo una; 
ci mancano le 99! 
Dobbiamo uscire, dobbiamo andare da loro
In questa cultura - diciamoci la verità - ne abbiamo soltanto una, siamo minoranza! 
E noi sentiamo il fervore, lo zelo apostolico di andare e uscire e trovare le altre 99?

     Questa è una responsabilità grande, e dobbiamo chiedere al Signore la grazia della generosità e il coraggio e la pazienza per  uscire, per uscire ad annunziare il Vangelo
Ah, questo è difficile. 
E’ più facile restare a casa, con quell’unica pecorella! 
E’ più facile con quella pecorella, pettinarla, accarezzarla… 
ma noi preti, anche voi cristiani, tutti:

il Signore ci vuole pastori, 
non pettinatori di pecorelle; pastori!

(Papa Francesco, Io non mi vergogno del Vangelo - Discorso ai partecipanti al Convegno Ecclesiale della diocesi di Roma, 17 giugno 2013,

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/june/documents/papa-francesco_20130617_convegno-diocesano-roma_it.html)


martedì 18 giugno 2013

In nessun altro c'è salvezza

La differenza tra Gesù e tutti gli altri...



"E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo 
che il Padre ha mandato il suo Figlio 
come salvatore del mondo".
(1Gv 4,14 [=Prima lettera di S. Giovanni Apostolo])

"In nessun altro c'è salvezza
non vi è infatti, sotto il cielo, 
altro nome dato agli uomini, 
nel quale è stabilito che noi siamo salvati".
(At 4,12 [=Atti degli Apostoli])

sabato 8 giugno 2013

Cultura dello scarto


   "Questa cultura dello scarto
tende a diventare mentalità comune, che contagia tutti.

    La vita umana, la persona non sono più sentite
come valore primario da rispettare e tutelare,
specie se è povera o disabile,
se non serve ancora – come il nascituro –,
o non serve più – come l’anziano.

   Questa cultura dello scarto ci ha resi
insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari,
che sono ancora più deprecabili quando in ogni parte del mondo, purtroppo, molte persone e famiglie soffrono fame e malnutrizione.
Una volta i nostri nonni erano molto attenti a non gettare nulla del cibo avanzato.
Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri parametri economici.
    Ricordiamo bene, però, che il cibo che si butta via è come se venisse rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame!"
 
(Papa Francesco, Udienza generale di Mercoledì 5 giugno 2013, http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130605_udienza-generale_it.html)

Ecologia umana

   

     "Noi stiamo vivendo un momento di crisi;
lo vediamo nell’ambiente,
ma soprattutto lo vediamo nell’uomo
.

La persona umana è in pericolo: questo è certo,
la persona umana oggi è in pericolo,

ecco l’urgenza dell’ecologia umana!

    E il pericolo è grave perché la causa del problema
non è superficiale, ma profonda:
non è solo una questione di economia,
ma di etica e di antropologia.[...]
     Quello che comanda oggi non è l'uomo, è il denaro,

il denaro, i soldi comandano.
E Dio nostro Padre ha dato il compito di custodire la terra
non ai soldi, ma a noi: agli uomini e alle donne.

     Noi abbiamo questo compito!
Invece uomini e donne vengono sacrificati
agli idoli del profitto e del consumo:
è la «cultura dello scarto»".

(Papa Francesco, Udienza generale di Mercoledì 5 giugno 2013,http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130605_udienza-generale_it.html)

sabato 1 giugno 2013

Pane del Cielo e bevanda di salvezza


      Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, 
prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò 
e lo diede ai Suoi discepoli dicendo: 
Prendete e mangiate; questo è il Mio corpo
E preso il calice rese grazie, e disse: 
Prendete e bevete; questo è il Mio sangue» (1 Cor 11, 23)

      Poiché Egli ha proclamato e detto del pane: 
«Questo è il Mio corpo», 
chi oserà ancora dubitare?

E
poiché Egli ha affermato e detto: 
«Questo è il Mio sangue» 
chi mai dubiteràaffermando che non è il suo sangue?

      Perciò riceviamoli con tutta certezza 

come corpo e sangue di Cristo
Nel segno del pane ti vien dato il corpo 
e nel segno del vino ti vien dato il sangue, 
perché, ricevendo il corpo e il sangue di Cristo, 
tu diventi concorporeo e consanguineo di Cristo. [...]

      Non guardare al pane e al vino eucaristici 

come se fossero semplici e comuni elementi. [...]
Anche se i sensi ti fanno dubitare

la fede deve renderti certo e sicuro. [...]
Credi che quanto sembra pane, pane non è,
anche se al gusto è tale, ma corpo di Cristo

Credi che quanto sembra vino, vino non è,
anche se così si presenta al palato, ma sangue di Cristo".


(Antico autore ignoto, «Catechesi di Gerusalemme» - Catechesi n.22
Mistagogica 4, 1. 3-6. 9, Patrologia Greca 33, 1098-1106 -
online: 
Ufficio delle letture del Sabato dell'Ottava di Pasqua - Seconda Lettura)



«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. 
Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno 
e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue 
ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue 
rimane in Me e io in Lui.
(Vangelo di Giovanni 6, 51.54-56)

«Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: 
"Questo è il mio corpo, che è dato per voi; 
fate questo in memoria di me". 
E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: 
"Questo calice è la nuova alleanza 
nel mio sangue, che è versato per voi"».
(Luca 22, 19-20)



giovedì 30 maggio 2013

LIBERARE LA DOMENICA!!

Chiusura festiva per 500 punti vendita.
Parte dal Veneto la svolta «pro famiglia»

Il patron del colosso commerciale Unicomm: l’impresa ha un’etica e una funzione sociale. Altre catene commerciali pronte a seguire l’esempio. E in politica qualcosa si muove 



LIBERARE LA DOMENICA SI PUO'!

Il titolare dei supermercati “Famila”, gruppo Unicomm Cestaro: 
    «Sono un credente e l’appello dei vescovi a consacrare la domenica al Signore e al riposo mi ha messo in discussione – racconta –. 
Io, in effetti, voglio trascorrere questa giornata in famiglia, con i miei nipotini, dopo aver soddisfatto i doveri religiosi
    Sono un imprenditore, quindi devo far tornare i conti,
ma l’impresa ha un’etica, ha una funzione sociale,
che è anche quella di far contenti, vorrei anche felici,
i miei dipendenti e le loro famiglie
».


(Avvenire, 30 maggio 2013,  http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/la-domenica-libera.aspx)


LA POLITICA --> Entro un mese la discussione alla Camera

martedì 21 maggio 2013

Cristiani coraggiosi!!


    "Noi non possiamo diventare
cristiani inamidati
quei cristiani troppo educati
che parlano di cose teologiche 
mentre prendono il , tranquilli

    No! Noi dobbiamo diventare 
cristiani coraggiosi 
e andare a cercare quelli che sono proprio la carne di Cristo, [...] 
toccare la carne di Cristo
prendere su di noi questo dolore per i poveri. [...]

    Una Chiesa povera per i poveri incomincia 
con l’andare verso la carne di Cristo".


(Papa Francesco, Discorso durante la veglia di Pentecosteo con i movimenti, le nuove comunità, le associazioni e le aggregazioni laicaliPiazza San Pietro - 18 maggio 2013,
http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130518_veglia-pentecoste_it.html )


«Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. 
Nel mondo avete tribolazioni, 
ma abbiate coraggio
io ho vinto il mondo!».
(Vangelo di Giovanni 16, 33)

sabato 18 maggio 2013

INVOCHIAMO OGNI GIORNO LO SPIRITO!


     "È proprio il cuore che deve convertirsi a Dio, 
e lo Spirito Santo lo trasforma se noi ci apriamo a Lui. [...] 

    Proviamo a chiederci:
sono aperto all’azione dello Spirito Santo

lo prego perché mi dia luce
mi renda più sensibile alle cose di Dio? 

     Questa è una preghiera che dobbiamo fare
tutti i giorni:

«Spirito Santo fa’ 
      che il mio cuore sia aperto alla Parola di Dio
      che il mio cuore sia aperto al bene
      che il mio cuore sia aperto alla bellezza di Dio 
      tutti i giorni»[...]

     Non si è cristiani “a tempo”, soltanto in alcuni momenti, 
in alcune circostanze, in alcune scelte. [...]
La verità di Cristo, che lo Spirito Santo ci insegna e ci dona, interessa per sempre e totalmente la nostra vita quotidiana
     Invochiamolo più spesso
perché ci guidi sulla strada dei discepoli di Cristo."

(Papa Francesco, UDIENZA GENERALE - 15 maggio 2013, Piazza S. Pietro, http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013/documents/papa-francesco_20130515_udienza-generale_it.html )

«Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 
Ma il Paràclito, lo Spirito Santo 
che il Padre manderà nel mio nome, 
Lui vi insegnerà ogni cosa vi ricorderà 
tutto ciò che io vi ho detto». 
(Vangelo secondo Giovanni 14, 25-26)

mercoledì 24 aprile 2013

INFERNO: il rifiuto dell'amore

     Visto che siamo nell'anno della fede, vale la pena - una volta tanto - guardare anche a quelle realtà scomode, su cui spesso non vogliamo riflettere, sulle quali a volte c'è confusione, per dire una parola chiara. Ecco una riflessione ben fatta sull'Inferno, che ho trovato e che condivido con voi.

Eclissi solare - foto by JAXA/NASA/Hinode

«Gesù parla ripetutamente della "Geenna", del "fuoco inestinguibile", che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l'anima che il corpo» 
(Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1034)


L'inferno, dove non c'è l'amore

      "Per parlare dell'inferno, Gesù si è fermato a osservare la valle scavata dal fiume Hinnon a sud di Gerusalemme, che nei periodi di siccità diventa luogo per i rifiuti. Oggi parleremmo d'immondezzaio o di inceneritori più o meno ecologici. 
      E dalla Geenna ha tratto spunti per raccontare alcune parabole che annunciano non soltanto l'esito positivo, ma anche quello infausto dell'esistenza umana

      Inferno 
è non rendersi conto 
      che davanti alla propria porta c'è un povero
      in attesa di essere soccorso, come Lazzaro; 

è giudicare senza misericordia l'altro; 
è serrare il proprio cuore 
     alla riconciliazione con il prossimo; 
è seminare zizzania in un campo di grano; 
è non mettere a frutto i talenti ricevuti; 
è vendere la propria vita 
      per il potere e per la propria gloria. 

     Sapere che esiste l'inferno è conoscere un luogo dove non è possibile edificare, piantare, dove il fetore impedisce di respirare.
In quel luogo Dio non entra poiché significherebbe che è connivente con il male, che il bene non è diverso dal male e che qualunque cosa facciamo Egli è dalla nostra parte. 


      A forza di dire che l'inferno non esiste o che se esiste è vuoto, si è trasferito l'inferno nella vita di ogni giorno, quando si è sempre insoddisfatti del potere, della ricchezza e dei piaceri. 

      Ma, al di sopra di tutto, inferno è non credere all'amore di Dio in Cristo poiché chi non crede in lui non ha bisogno di essere condannato, ma si è già condannato e chiunque fa il male odia la luce e non viene alla luce (cf. Giovanni 3,18-20)

      Gesù non ha parlato della Geenna come luogo di perdizione per spaventare i suoi ascoltatori, ma perché non ci s'illudesse che la misericordia di Dio possa prescindere dall'accoglienza del suo amore e dall'amore per il prossimo

     
 Non c'è nulla dell'inferno che sia una sorpresa, 
ma tutto è anticipato nell'ostinato rifiuto dell'amore di Dio".

(Antonio Pitta, L'inferno, dove non c'è l'amore

Articolo della rubrica "Catechismo quotidiano", 
pubblicato su Avvenire del 27 marzo 2013, p.2 - 
in internet: http://www.avvenire.it/Rubriche/Pagine/Catechismo%20quotidiano/L%20inferno%20%20dove%20non%20c%20e%20l%20amore_20130327.aspx?Rubrica=Catechismo%20quotidiano -

NOTA: evidenziazioni, grassetto e colori delle parole sono aggiunte mie - ndr)


sabato 6 aprile 2013

Non è così facile NON credere...


André Gide

    «Non credere in Dio
è molto più difficile di quanto si creda.
    Comunque, per continuare a farlo,
bisogna vietarsi assolutamente
di guardare la natura
e di riflettere su quanto si vede»

(André Gide [1869-1951, scrittore francese - nobel per la letteratura],
citato in: Vittorio Messori, Michele Brambilla, Qualche ragione per credere, Mondadori, 1997, p.233)

mercoledì 3 aprile 2013

A volte Gesù bussa perché vuole uscire...!!


La Chiesa esca da se stessa
per evangelizzare le periferie


      «La Chiesa è chiamata a uscire da se stessa
e ad andare verso le periferie,
non solo quelle geografiche, ma anche quelle esistenziali
:
quelle del mistero del peccato, del dolore, dell’ingiustizia,
quelle dell’
ignoranza e dell’assenza di fede,
quelle del
pensiero, quelle di ogni forma di miseria.


      Quando la Chiesa non esce da se stessa per evangelizzare
diviene autoreferenziale e allora si ammala
[...]
in una sorta di narcisismo teologico.


      Nell’Apocalisse, Gesù dice che Lui sta sulla soglia e chiama.
Evidentemente il testo si riferisce al fatto che Lui sta fuori dalla porta e bussa per entrare... 

Però a volte penso che Gesù bussi da dentro,
perché lo lasciamo uscire
.

La Chiesa autoreferenziale pretende di tenere Gesù Cristo dentro di sé e non lo lascia uscire».

(Card. Jorge Mario Bergoglio [Papa Francesco],  Manoscritto consegnato al cardinale cubano Ortega con i punti chiave dell’intervento del futuro Papa durante le Congregazioni generaliPubblicato in traduzione italiana su Avvenire del 26 marzo 2013, disponibile online su: http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/PapaOrtega.aspx)

domenica 24 marzo 2013

Non c'è pace senza verità!


     «Ma c’è anche un’altra povertà! 
È la povertà spirituale dei nostri giorni
che riguarda gravemente anche i Paesi considerati più ricchi. 

     È quanto il mio Predecessore, il caro e venerato Benedetto XVI, 

chiama la “dittatura del relativismo”
che lascia ognuno come misura di se stesso 
e mette in pericolo la convivenza tra gli uomini.

     E così giungo ad una seconda ragione del mio nome
Francesco d’Assisi ci dice: lavorate per edificare la pace! 
Ma non vi è vera pace senza verità! 

     Non vi può essere pace vera 
se ciascuno è la misura di se stesso, 
se ciascuno può rivendicare sempre e solo il proprio diritto, 
senza curarsi allo stesso tempo del bene degli altri, di tutti, 
a partire dalla natura che accomuna ogni essere umano su questa terra».

(Santo Padre Francesco, UDIENZA AL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO PRESSO A SANTA SEDEVenerdì, 22 marzo 2013 -

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/march/documents/papa-francesco_20130322_corpo-diplomatico_it.html )

lunedì 11 marzo 2013

Fede: fare ciò che si dice!

S. Agostino
    «Credete con tutto il cuore
credete non zoppicando, non esitando
non argomentando contro la fede
sulla base di congetture umane. 


    È stata da Lui chiamata fede 
perché ciò che si dice si fa
Quando si pronuncia la parola "fede"
si ode il suono di due sillabe:
la prima deriva da
fare, la seconda da dire.


    Ti domando dunque:
Credi tu? 
Mi rispondi: Credo
Fa' ciò che dici, e questo è già fede.» 

(S. Agostino, Discorsi  (sull’Antico Testamento) - n. 49.2
- online: http://www.augustinus.it)

giovedì 28 febbraio 2013

FEDE o SENTIMENTI?

    Da che cosa ci facciamo guidare: dalla fede o dal sentimento?



Merlin R. Carothers

      "Se la nostra relazione con Dio dipendesse dai nostri sentimenti, non saremmo veramente noi a fare la scelta.
      Noi non possiamo scegliere ciò che sentiremo.
Ma possiamo scegliere di avere fiducia,
di credere e di avere fede
.
      È per la fede che siamo salvati, afferma la Bibbia.
Ma molti di noi hanno un’idea distorta della fede.
Diciamo: “
Non ho assolutamente la fede per credere”,
ma quello che intendiamo dire è: “
Non mi sento sicuro”.

      La fede e i sentimenti 
sono due cose totalmente differenti.
      “La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Ebrei 11, 1). La fede non ha origine nelle nostre emozioni, nei nostri sentimenti o nelle nostre sensazioni.
      La fede è una questione di
volontà.
Decidiamo di considerare come realtà
ciò che i nostri sensi
non possono percepire".

(Merlin R. Carothers,  La potenza della lode,
Editrice Uomini Nuovi (EUN), Varese, 2005, p. 32)

giovedì 14 febbraio 2013

Grazie Benedetto XVI!

    Caro papa Benedetto, grazie per quello che sei stato e sei per tutta la Chiesa! Non spetta a noi giudicare o indagare i motivi della tua scelta.
Siamo sicuri che hai riflettuto e pregato molto prima di prendere questa decisione e siamo sicuri che la Chiesa è nelle mani di Cristo!


«Cari fratelli e sorelle,
    come sapete [...applausi...] - grazie per la vostra simpatia! - ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005. 

    Ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa,
dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede. 


    Mi sostiene e mi illumina la certezza che 

la Chiesa è di Cristo,
il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura.

    Ringrazio tutti per l’amore e per la preghiera con cui mi avete accompagnato. Grazie! Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni, per me non facili, la forza della preghiera, che l’amore della Chiesa, la vostra preghiera, mi porta. 


   Continuate a pregare per me,
per la Chiesa, per il futuro Papa
.
Il Signore ci guiderà».


(Benedetto XVI, Udienza generale - Mercoledì, 13 febbraio 2013)