sabato 10 dicembre 2016

NO JESUS = NO PARTY!!

     Anche quest'anno possiamo fare la nostra piccola parte perché Natale sia la festa di Gesù (e non di altre cose che non c'entrano ...).
Leggete sotto e condividete!!


lunedì 25 aprile 2016

Gender: vero o falso?

Una delle questioni di attualità molto "calde" è quella della cosiddetta "ideologia gender". Ne hanno parlato i giornali, se ne parla sui social network. Il papa ha parlato più volte di queste teorie e le ha condannate. Purtroppo si è già cominciato a sperimentare l'insegnamento di queste idee nelle scuole italiane e molti genitori ed educatori sono preoccupati. Eppure nei commenti e nei siti internet si trovano ancora persone che negano tutto (!!) sostenendo che queste teorie sul gender non esistono e che sono una invenzione.....
Credo sia molto importante informarsi. Per cominciare ad orientarsi nella questione ecco alcune risposte semplici e chiare.
[tratte dall'inserto di Avvenire: NOI famiglia&vita - aprile 2016]
.

1. Esiste una “teoria del gender”?
No, non esiste un’unica teoria. Esistono molti studi – i cosiddetti gender studies – che, a partire dagli anni Cinquanta, negli Stati Uniti, creano una prospettiva culturale destinata poi ad influire pesantemente sulle scelte politiche, giuridiche, educative, amministrative.
2. Chi sono i pensatori che hanno dato vita a questo insieme di teorie?
L’elenco sarebbe lunghissimo. Il termine “gender” nella letteratura medica è stato introdotto nel 1955 da John Money, Joan Hampson e John Hampson. Altri testi fondamentali per capire l’arcipelago gender sono stati scritti da Anne Fausto-Sterling, Judith Butler, Kate Bornstein.
3. È vero che nessuno di questi autori pretende di negare la differenza tra maschile e femminile?
No, è falso. Basta solo un esempio: scrive Judith Butler: il genere è una costruzione del tutto indipendente dal sesso di conseguenza uomo e maschile potrebbero riferirsi sia a un corpo femminile, che a uno maschile; donna e femminile sia a un corpo maschile, che a uno femminile (“Questioni di genere”, pag. 12)
4. Ma in realtà quanti sono i generi?
Quelli stabiliti dalla natura [ndr: dal punto di vista anatomico e biologico]: due, e basta, maschile e femminile. E questo è un dato di realtà inoppugnabile.
5. Perché allora i “gender studies” parlano di “cinque sessi”?
Inizialmente si parlava di etero, gay, lesbo, bisessuale e transessuale. È stata poi Kate Bornstein, nel 1994, a introdurre il concetto di fluidità di genere (“la capacità di diventare in modo cosciente e libero uno degli infiniti numeri di genere… la fluidità di genere non conosce limiti o regole di genere” [ndr: dal libro “Gender Outlaw” * ).
6. Qualcuno ha tentato di calcolare il numero di questi presunti “generi”?
Certo. Google Usa prevedeva fino a pochi mesi fa una scelta tra sette “tipologie” declinabili ciascuna in 70 “sotto-specie”. Quindi 490 orientamenti. Ma ora si è andati ancora oltre. Surreale e un po’ ridicolo, se non fosse tragico.
7. Cosa c’è di vero quando si parla di invasione delle teorie gender nella scuola italiana?
Purtroppo non è una fantasia. Aurelio Pace e Carlo Di Pietro, autori del libro Gender. Ascesa e dittatura della teoria che “non esiste” hanno contato 55 episodi, tra il 2013 e il 2015, soprattutto legati a progetti di propaganda Lgbt nelle scuole. Anche noi, nel nostro ebook “Gender, la grande bugia”, ne abbiamo raccontati moltissimi.
8. C’è chi dice che si tratta di un allarmismo ingiustificato, perché nei progetti e nei volumi definiti pro-gender non ci sarebbe nulla di sconvolgente?
Falso. I libri dedicati ai bambini impregnati di cultura Lgbt sono ormai centinaia. E nelle scuole girano ancora i volumetti dell’Istituto Beck commissionati dall’Unar. Nel libretto per le scuole medie (11-14 anni) si consiglia di vedere in classe il film «Kràmpack», palesemente pro gay, presentato in questo modo: «Nico e Dani sono due ragazzi sedicenni che si apprestano a trascorrere le vacanze insieme. È l’estate della perdita della verginità. I due in passato avevano condiviso giochi di masturbazione reciproca…». Il resto immaginatelo…
9. È esagerato parlare di una strategia gender su scala mondiale?
Nel 2011 all’Europride di Roma, definita la più grande manifestazione Lgbt della storia, erano presenti ambasciatori e rappresentanti diplomatici di vari Paesi. Per gli Usa addirittura Hillary Clinton. Commenta Giancarlo Ricci nel suo libro Sessualità e politica. Viaggio nell’arcipelago gender: “Una potente multinazionale non sarebbe stata in grado di organizzare un evento di questa portata”.
10. Ma a chi interessa diffondere le ideologie dei cosiddetti “gender studies”?
Gli interessi, soprattutto economici, sono vastissimi. Il pensiero gender è diffuso da gruppi Lgbt, associazioni e agenzie educative, ong, fondazioni, istituti di ricerca. E anche agenzie dell’Onu (UN entity for gender equality and the empowerment of woman) e dell’Oms. Negli Usa è stato calcolato che il reddito medio della comunità Lgbt è di circa 61.500 dollari, contro I 50.000 della media americana. Complessivamente il giro d’affari dei gay Usa vale mille miliardi.

(Fonte: NOI famiglia&vita [supplemento alla rivista Avvenire, del 24 aprile 2016], n. 206, p.15)

Nota: i commenti preceduti dalla scritta "ndr", così come le sottolineature in corsivo e grassetto sono stati aggiunti dal redattore di questo blog.

* L’originale inglese dice così: “Gender fluidity is the ability to freely and knowingly become one or many of a limitless number of genders, for any length and time, at any rate of change. Gender fluidity recognizes no borders of rules of gender” (K. Bornstein, Gender Outlaw, Routledge, London/New York, 1994 p.52).

domenica 19 luglio 2015

Coraggio, non temete!


"...Se voi non temete 
e testimoniate con coraggio
la Verità trionferà miracolosamente

    Ma ricordate: la forza è nell’amore
Figli miei, l’amore è pentimento, perdono,
preghiera, sacrificio e misericordia.


    Se saprete amare, convertirete con le opere,
consentirete alla luce di mio Figlio
di penetrare nelle anime...". 


(Messaggio della Madonna di Medjugorje a Mirjana del 2 giugno 2015)



“Abbiate coraggio, 
Io ho vinto il mondo” 
(Gesù - Vangelo di Giovanni 16, 33)

sabato 2 maggio 2015

L'errore di Marx



   "L'utopia di Marx era vicinissima alla Bibbia quanto ai contenuti ma lontanissima quanto alle condizioni della sua realizzazione: una volta rovesciato il sistema capitalistico che creava ingiustizia e dunque infelicità, la proprietà collettiva dei beni di produzione avrebbe automaticamente prodotto l'uomo nuovo, irreversibilmente buono, solidale, e dunque riuscito nella totalità delle sue relazioni.
    Ma la Bibbia sa che la volontà umana non può essere buona una volta per tutte, perché è sempre alle prese con la Parola (o, in termini laici, con la coscienza morale) che la interpella e la pone di fronte al bivio: il bene e il male, la vita e la morte

    L'errore di fondo del marxismo è stato di ordine antropologico: l'avere ignorato il carattere sempre aperto della volontà, il carattere drammatico della libertà, con la quale ogni individuo umano si può salvare o perdere, e può contribuire alla salvezza o alla rovina della comunità umana".

(A.Rizzi, Il problema del senso e il tempo, Cittadella Editrice, 2006, p.28)

domenica 26 aprile 2015

Uomo, donna, gender



[…]Uomo e donna sono immagine e somiglianza di Dio.
Questo ci dice che non solo l’uomo preso a sé è immagine di Dio, non solo la donna presa a sé è immagine di Dio, ma anche l’uomo e la donna, come coppia, sono immagine di Dio.
La differenza tra uomo e donna non è per la contrapposizione, o la subordinazione, ma per la comunione e la generazione, sempre ad immagine e somiglianza di Dio.

    L’esperienza ce lo insegna: per conoscersi bene e crescere armonicamente l’essere umano ha bisogno della reciprocità tra uomo e donna. Quando ciò non avviene, se ne vedono le conseguenze. Siamo fatti per ascoltarci e aiutarci a vicenda. Possiamo dire che senza l’arricchimento reciproco in questa relazione – nel pensiero e nell’azione, negli affetti e nel lavoro, anche nella fede – i due non possono nemmeno capire fino in fondo che cosa significa essere uomo e donna.

    La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio, io mi domando, se la cosiddetta teoria del gender  non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa.

    Sì, rischiamo di fare un passo indietro. La rimozione della differenza, infatti, è il problema, non la soluzione.
Per risolvere i loro problemi di relazione, l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più
. […]

    Dio ha affidato la terra all’alleanza dell’uomo e della donna: il suo fallimento inaridisce il mondo degli affetti e oscura il cielo della speranza.
I segnali sono già preoccupanti, e li vediamo. […]

(Papa Francesco, La Famiglia - 10. Maschio e Femmina (I) - udienza generale di mercoledì, 15 aprile 2015,
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2015/documents/papa-francesco_20150415_udienza-generale.html
)

domenica 19 aprile 2015

Farsi tutto a tutti

  Nella prima lettera alla comunità di Corinto … [Paolo] per cinque volte ripete “mi sono fatto” uno con l’altro […]
      Ogni volta ripete che agisce così per “guadagnare” ognuno a Cristo, per “salvare” ad ogni costo almeno qualcuno.
Non si illude, non ha aspettative trionfaliste, sa bene che soltanto alcuni risponderanno al suo amore, nondimeno egli ama tutti e si mette al servizio di tutti secondo l’esempio del Signore […]
      Non possiamo interpretare questo invito evangelico come una richiesta a rinunciare alle proprie convinzioni, quasi approvassimo in maniera acritica qualunque modo di agire dell’altro o non avessimo una nostra proposta di vita o un nostro pensiero. […] Farsi uno non è segno di debolezza, non è ricerca di una convivenza tranquilla e pacifica, ma espressione di una persona libera che si pone a servizio; richiede coraggio e determinazione. […]
     
Paolo giustifica il suo farsi tutto con il desiderio di portare alla salvezza.
È una via per entrare nell’altro,
per
farvi emergere in pienezza il bene e la verità che già vi abitano,
per
bruciare eventuali errori
e per
deporvi il germe del Vangelo”.


(Fabio Ciardi, Parola di vita del mese di Aprile 2015http://www.focolare.org/news/2015/03/29/aprile-2015/)

“Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; 
mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno
Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch'io”. 
(Prima lettera ai Corinzi 9, 22-23)


martedì 23 dicembre 2014

Solo in Gesù Cristo Maria acquista senso

   Una breve riflessione del beato Paolo VI, che spiega com'è possibile per un cristiano intendere il ruolo di Maria in modo autentico ed equilibrato.


      «Non potremo comprendere la Madre senza il Figlio
    Isolando queste due realtà storiche e spirituali non v’è modo di dare un significato della vita della Madonna.
    Ogni elemento della vita della Madonna conduce e si appoggia a Cristo
Tolto Cristo nulla resta
    E ciò non è una diminuzione, ma un titolo di gloria per la Madre».

(Scritto del 1930 di mons. G.B. Montini [futuro Paolo VI] all'epoca in cui era assistente della FUCI, citato in: "Montini e l’Immacolata. «È la festa della bellezza»"Avvenire, 6 dicembre 2014, p.3, disponibile in internet all'indirizzo: http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/montini-e-immacolata.aspx)