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martedì 18 giugno 2013

In nessun altro c'è salvezza

La differenza tra Gesù e tutti gli altri...



"E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo 
che il Padre ha mandato il suo Figlio 
come salvatore del mondo".
(1Gv 4,14 [=Prima lettera di S. Giovanni Apostolo])

"In nessun altro c'è salvezza
non vi è infatti, sotto il cielo, 
altro nome dato agli uomini, 
nel quale è stabilito che noi siamo salvati".
(At 4,12 [=Atti degli Apostoli])

sabato 7 aprile 2012

Dalle Sue piaghe siamo guariti

Cristo alla colonna, 2010
fra Alberto B.matita e acquerello

        «Cristo patì per voi,
        lasciandovi un esempio,
        perché ne seguiate le orme:

         Egli non commise peccato
        e non si trovò inganno sulla sua bocca;
        insultato, non rispondeva con insulti,
        maltrattato, non minacciava vendetta,
        ma si affidava a Colui che giudica con giustizia.

         Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
        sul legno della croce,
        perché, non vivendo più per il peccato,
        vivessimo per la giustizia;
        dalle Sue piaghe siete stati guariti».

    
    (1 lettera di Pietro 2, 21-24)

domenica 8 maggio 2011

Non il caso, ma l'Amore

Greg Olsen, Lost No More (Non più perduto), 1997


Un disegno d'amore

    Gesù sa che
la sua passione non è un evento fortuito, né semplicemente una decisione degli uomini, ma un disegno di Dio. Sarà processato e rifiutato dagli uomini, ma il “calice” viene dalle mani di Dio.

    Gesù ci insegna che
il Padre ha un suo disegno d’amore su ciascuno di noi, ci ama di amore personale e, se crediamo a questo amore e se corrispondiamo col nostro amore – ecco la condizione -, egli fa finalizzare ogni cosa al bene
Per Gesù nulla è successo a caso, neppure la passione e la morte.

    E
poi ci fu la Risurrezione, la cui solenne festa celebriamo in questo mese. L’esempio di Gesù, Risorto, deve essere di luce per la nostra vita
    Tutto quanto arriva, quanto succede, quello che ci circonda e anche tutto quanto ci fa soffrire dobbiamo saperlo leggere come volontà di Dio che ci ama o una permissione di lui che ancora ci ama.

    Allora tutto avrà senso nella vita
, tutto sarà estremamente utile, anche quello che sul momento ci pare incomprensibile e assurdo, anche quello che, come per Gesù, può farci piombare in un’angoscia mortale. Basterà che, insieme a lui, sappiamo ripetere, con un atto di totale fiducia nell’amore del Padre:
«Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36).

(Chiara Lubich,
Parola di Vita - Aprile 2003
pubblicata per intero su Città Nuova (Rivista), 2003/6, p. 7,
in internet: 
http://www.focolare.org/it/news/2011/04/01/it-aprile-2011



«Del resto, noi sappiamo che
tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio
per coloro che sono stati chiamati secondo il Suo disegno»
(Lettera ai Romani 8, 28 - Nuovo Testamento, Bibbia)

giovedì 14 aprile 2011

Purezza / 1: Gesù è il pudore

Tempera su tela - fra Alberto B. 2007


«I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù,
presero le sue vesti, ne fecero quattro parti
- una per ciascun soldato - e la tunica...
»
(Giovanni 19, 23)


Gesù è il pudore

"I soldati tolgono la tunica a Gesù
con la violenza dei ladri
e tentano di rubargli anche
il pudore e la dignità.


Ma Gesù è il pudore, Gesù è la dignità
dell’uomo e del suo corpo.

E il corpo umiliato di Cristo
diventa accusa di tutte le umiliazioni
del corpo umano
creato da Dio come volto dell’anima
e linguaggio per dire l’amore
.


Ma oggi il corpo è spesso venduto e comprato
sui marciapiedi delle città,
sui marciapiedi della televisione,
nelle case diventate marciapiedi.


Quando capiremo
che stiamo uccidendo l’amore?

Quando capiremo che, senza purezza,
il corpo non vive né può generare la vita?
"


(Mons. Angelo Comastri, Meditazioni per la Via Crucis al Colosseo del 2006, X Stazione)


«...si compiva la Scrittura, che dice: 
Si sono divisi tra loro le mie vesti
e sulla mia tunica hanno gettato la sorte.
E i soldati fecero così».(Giovanni 19, 24)

giovedì 11 novembre 2010

Gesù aveva fratelli?

    La lingua aramaica non aveva vocaboli distinti per i singoli gradi di parentela: fratelli potevano essere i parenti in genere e, in particolare, i cugini (in Gen 13, 8 si intendono i nipoti, in 1Cron 23, 22 i cugini). La versione greca dell’Antico Testamento dei “Settanta” traduce adelphòs, fratello, anche quando si tratta di cugini. Non fa meraviglia che il greco dei Vangeli abbia conservato spesso il timbro della primitiva catechesi aramaica. I fratelli del Signore diventò un titolo quasi stereotipato per il gruppo dei parenti di Gesù (Atti 1, 14; Gal 1, 19; 1Cor 9, 5). Il Catechismo della Chiesa cattolica al n. 500 afferma: «La Chiesa ha sempre ritenuto che tali passi non indichino altri figli della Vergine Maria: infatti Giacomo e Giuseppe, “fratelli di Gesù” (Mt 13,55), sono i figli di una Maria discepola di Cristo, la quale è designata in modo significativo come “l’altra Maria” (Mt 28,1)».

    Da nessun testo evangelico è possibile dedurre che Maria, madre di Gesù, abbia avuto altri figli né che i fratelli possano essere figli di Giuseppe in un eventuale precedente matrimonio.
Una conferma indiretta, ma credo sostanziale, possiamo ricavarla dalla risposta che Gesù dà a chi lo informa della presenza di sua madre e dei suoi fratelli (Mt 12, 46-50): «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli… Chiunque fa la volontà del Padre mio… è mio fratello e sorella e madre». Gesù propone una fraternità universale, basata sull’essere figli del Padre, a somiglianza sua, che non cancella la fraternità di sangue, ma la supera e integra in un legame radicale, fonte della stessa parentela carnale.

(Don Tonino Gandolfo, Rivista "Città Nuova", 10 ottobre 2010, Riquadro a pag. 25)

sabato 30 gennaio 2010

E' Gesù che cercate

"In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità;
è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate;
è Lui la bellezza che tanto vi attrae;
è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso;
è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita;
è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare.
E' Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna"

(Giovanni Paolo II, XV GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ - VEGLIA DI PREGHIERA PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE, Tor Vergata, sabato 19 agosto 2000)