Visualizzazione post con etichetta Santi Padri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Santi Padri. Mostra tutti i post

venerdì 5 maggio 2017

Ricevono la Parola di Dio e diventano Corpo e Sangue di Cristo



    «Questo calice
che viene dalla creazione
Egli ha dichiarato che è il suo sangue
con cui alimenta il nostro sangue. 

    Così pure questo pane
che viene dalla creazione
Egli ha assicurato che è il suo corpo 
con cui nutre i nostri corpi.

    Il vino mescolato nel calice e il pane confezionato ricevono la Parola di Dio e diventano Eucaristia, cioè corpo e sangue di Cristo. Da essi è alimentata e prende consistenza la sostanza della nostra carne».

(S.Ireneo di Lione, Trattato «Contro le eresie», Lib. 5, 2, 2-3; Sources Chrétiennes (SC) 153, 30-38,
online: Ufficio delle Letture della  giovedì dellaIII settimana di Pasqua - Seconda Lettura )


sabato 1 giugno 2013

Pane del Cielo e bevanda di salvezza


      Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, 
prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò 
e lo diede ai Suoi discepoli dicendo: 
Prendete e mangiate; questo è il Mio corpo
E preso il calice rese grazie, e disse: 
Prendete e bevete; questo è il Mio sangue» (1 Cor 11, 23)

      Poiché Egli ha proclamato e detto del pane: 
«Questo è il Mio corpo», 
chi oserà ancora dubitare?

E
poiché Egli ha affermato e detto: 
«Questo è il Mio sangue» 
chi mai dubiteràaffermando che non è il suo sangue?

      Perciò riceviamoli con tutta certezza 

come corpo e sangue di Cristo
Nel segno del pane ti vien dato il corpo 
e nel segno del vino ti vien dato il sangue, 
perché, ricevendo il corpo e il sangue di Cristo, 
tu diventi concorporeo e consanguineo di Cristo. [...]

      Non guardare al pane e al vino eucaristici 

come se fossero semplici e comuni elementi. [...]
Anche se i sensi ti fanno dubitare

la fede deve renderti certo e sicuro. [...]
Credi che quanto sembra pane, pane non è,
anche se al gusto è tale, ma corpo di Cristo

Credi che quanto sembra vino, vino non è,
anche se così si presenta al palato, ma sangue di Cristo".


(Antico autore ignoto, «Catechesi di Gerusalemme» - Catechesi n.22
Mistagogica 4, 1. 3-6. 9, Patrologia Greca 33, 1098-1106 -
online: 
Ufficio delle letture del Sabato dell'Ottava di Pasqua - Seconda Lettura)



«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. 
Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno 
e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue 
ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue 
rimane in Me e io in Lui.
(Vangelo di Giovanni 6, 51.54-56)

«Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: 
"Questo è il mio corpo, che è dato per voi; 
fate questo in memoria di me". 
E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: 
"Questo calice è la nuova alleanza 
nel mio sangue, che è versato per voi"».
(Luca 22, 19-20)



lunedì 11 marzo 2013

Fede: fare ciò che si dice!

S. Agostino
    «Credete con tutto il cuore
credete non zoppicando, non esitando
non argomentando contro la fede
sulla base di congetture umane. 


    È stata da Lui chiamata fede 
perché ciò che si dice si fa
Quando si pronuncia la parola "fede"
si ode il suono di due sillabe:
la prima deriva da
fare, la seconda da dire.


    Ti domando dunque:
Credi tu? 
Mi rispondi: Credo
Fa' ciò che dici, e questo è già fede.» 

(S. Agostino, Discorsi  (sull’Antico Testamento) - n. 49.2
- online: http://www.augustinus.it)

sabato 17 marzo 2012

Non c'è vittoria senza lotta

      Ecco una riflessione sulle tentazioni che può esserci utile in questo tempo di Quaresima...

«E subito lo Spirito Lo sospinse nel deserto
e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana.
Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano».
(Marco 1, 12-13)


Ivan Kramskoy, Cristo nel deserto ("Christ in the Wilderness"),
Olio su tela (210 x 180 cm), 1872, Mosca - Galleria statale di Tret'jakov

Tentazioni 

      
La nostra vita in questo pellegrinaggio non può essere esente da prove e il nostro progresso si compie attraverso la tentazione.
      Nessuno può conoscere se stesso, se non è tentato,
né può essere coronato senza aver vinto,
né può vincere senza combattere
;
ma il combattimento suppone un nemico, una prova. 
[...]

      Se siamo stati tentati in Lui, sarà proprio in Lui che vinceremo il diavolo[...]
Egli avrebbe potuto tener lontano da sé il diavolo;
ma, se non si fosse lasciato tentare,
non ti avrebbe insegnato a vincere, quando sei tentato
».

(Sant'Agostino - vescovo di Ippona, Commento sui salmi - Commento al salmo 60, 2-3, 
[Corpus Christianorum Latinorum 39, 766 , Edizioni Brepols, Turnhout (Belgio)]
Ufficio delle letture della I Domenica di Quaresima,  
Una traduzione leggermente diversa è reperibile in internet >> qui)


«Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».
Oracolo del Signore».
(Geremia 1, 19)

domenica 29 gennaio 2012

La mente viene prima dell'erudizione...

      Piccolo aneddoto dalla vita di S. Antonio il Grande (detto anche S. Antonio Abate, ...).
E' più importante ragionare in modo sano, che essere eruditi...!!!



S. Antonio incontro S.Paolo eremita

      "Un’altra volta, mentre [S. Antonio] si trovava a una certa distanza dal monte, si recarono da lui dei filosoficome quelli, per schernirlo in quanto non era un uomo di lettere
      Antonio disse loro: «Ditemi, che cosa viene prima, la mente o le lettere e di queste la mente è causa delle lettere o le lettere della mente?».
Essi risposero che la mente viene prima, anzi è la mente che origina le lettere.
      Antonio 
replicò: «Chi dunque ha la mente sana, non ha bisogno di lettere».
Questa risposta stupì non solo 
quei filosofi ma anche gli altri che stavano intorno.
Andarono via, perciò, meravigliati nel vedere 
tanta saggezza in un uomo semplice e senza cultura".
(Sant'Atanasio vescovo di Alessandria, Vita di Antonio, n. 73
in traduzione leggermente diversa si trova su: 
Atanasio di Alessandria, Vita di Antonio, Edizioni Paoline, Milano, 2007, p. 158)

«In quel tempo Gesù disse:
"Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti
e le hai rivelate ai piccoli"». 
(Matteo 11, 25)

domenica 1 gennaio 2012

Grandezza di Maria, Madre di Dio

La Madre con il Bambino, 2011
Fra Alberto B. - Matita e acquerello


      A Maria Dio diede il Figlio Suo unico
che aveva generato dal Suo seno uguale a Se Stesso e che amava come Se Stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l'unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria.
      Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio:
Dio che aveva creato ogni cosa,
si fece lui stesso creatura di Maria
,

e ha ricreato così tutto quello che aveva creato

E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, 
dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria.
      Dio dunque è il padre delle cose create
Maria la madre delle cose ricreate
Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate.
Dio ha generato colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito colui senza del quale niente è bene.

      Davvero con te è il Signore che volle che tutte le creature, e Lui stesso insieme, dovessero tanto a te.

(Sant'Anselmo di Aosta - vescovo, dai 
«Discorsi», 
Discorso n. 52, Patrologia Latina 158, 955-956,
Ufficio delle letture della solennità della Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria - II lettura)

domenica 20 novembre 2011

Se Lo amiamo non temiamo

      «Infatti che sorta di amore per Cristo sarebbe il temere che Egli venga? 
      Fratelli, non ci vergogniamo? 
Lo amiamo e temiamo che Egli venga! 
Ma Lo amiamo davvero o amiamo di più i nostri peccati?

      Ci si impone perentoriamente la scelta. Se vogliamo davvero amare Colui che deve venire per punire i peccati, dobbiamo odiare cordialmente tutto il mondo del peccato».

(Sant'Agostino - vescovo,  dal «Commento sui salmi», 

Commento al salmo 95 paragrafo 14,
[Corpus Christianorum Latinorum 39,1351-1353, Edizioni Brepols, Turnhout (Belgio)]
Ufficio delle letture della Domenica della XXXIII settimana del Tempo Ordinario 
Una traduzione leggermente diversa è reperibile in internet >> qui )


«Nell'amore non c'è timore, 
al contrario l'amore perfetto scaccia il timore
perché il timore suppone un castigo 
e chi teme non è perfetto nell'amore».
(1° Lettera di S.Giovanni 4, 18)


«Gioiscano i cieli, esulti la terra,
      risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
      acclamino tutti gli alberi della foresta
davanti al Signore che viene:
      sì, Egli viene a giudicare la terra;
      giudicherà il mondo con giustizia
      e nella sua fedeltà i popoli».
(Salmo 96[95], 11-13)



Nota:  Per chi fosse interessato, l'intera opera di S.Agostino è reperibile in internet su >> "Sant'Agostino: tutte le opere in italiano"

In particolare i commenti sui salmi (da cui è tratto anche il brano sopra) si trovano su >> "Esposizione sui salmi"

giovedì 28 luglio 2011

Prima credo, poi capisco!

«Non cerco di 
capire per poter credere, ma 
credo per poter capire,

perché sono convinto  
che, senza la fede,
non potrei capire
»
(S. Anselmo di Aosta, Proslogion, capitolo I, Patrologia Latina, Vol. 158, colonna 227)

sabato 25 dicembre 2010

Natale: viene la tua luce!

E' Natale!

    "Viene colui che è presente in ogni luogo
e riempie ogni cosa
.

Viene per compiere in te la salvezza di tutti.
Viene colui il quale non è venuto a chiamare i giusti, 
ma i peccatori a penitenza (cfr. Mt 9,13) 
per richiamarli dalle vie del peccato.

    Non temere dunque.
Vi è un Dio in mezzo a te, non sarai scossa (cfr. Dt 7,21).
Accoglilo con le braccia aperte
 [...]
Gioisci di cuore, figlia di Gerusalemme,
sciogli il tuo canto, muovi il passo alla danza.

«Rivèstiti di luce, rivèstiti di luce»
gridiamo così con Isaia,
«perché viene la tua luce
  la gloria del Signore brilla sopra di te» (Is 60,1)."

(Sant'Andrea di Creta - vescovo, dai «Discorsi», Disc. 9 sulle Palme -
[Patrologia Greca 97, 1002]
Ufficio delle letture del Martedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario)


(Fra Alberto B. 2010)


«Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo».

(Giovanni 1, 9)



vi auguro di cuore un

Buon e Santo Natale!

Il Signore vi dia pace.

sabato 10 aprile 2010

Cristo è risorto, ALLELUIA!

Visto che finora non avevo ancora pubblicato niente sulla resurrezione, ne approfitto per farlo ora. In fondo siamo ancora nell'ottava di Pasqua...!
Vi propongo un brano di un'omelia molto antica, presa dagli scritti in greco dei Padri della Chiesa .


"Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita;
chi crede in me, anche se muore, vivrà"

(Giovanni 11,25)

"Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe
e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete"

(Ezechiele 37, 13-14a)


«Svegliati, tu che dormi,
e risorgi dai morti,
e Cristo ti illuminerà
.

Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; [...]
ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite!
A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati!
A coloro che erano morti: Risorgete!
A te comando: Svegliati, tu che dormi!

Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno.
Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti.
Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra»

(Da un'antica «Omelia sul Sabato santo». -
[Patrologia Greca 43, 439. 451. 462-463] -
Ufficio delle letture del Sabato Santo
)

"Questa infatti è la volontà del Padre mio:
che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna;
e io lo risusciterò nell'ultimo giorno"

(Giovanni 6, 40)

giovedì 11 marzo 2010

L'amore è il principio fondamentale

     "La carità è l'unico criterio secondo cui tutto
deve essere fatto o non fatto
, cambiato o non cambiato.
E' il principio che deve dirigere ogni azione
e il fine a cui deve tendere.
Agendo con riguardo ad essa o ispirati da essa,
nulla è disdicevole e tutto è buono.

          Si degni di concedercela, questa carità,
          Colui al quale senza di essa non possiamo piacere,
          Colui senza del quale non possiamo fare assolutamente nulla,
          che vive e regna, Dio per i secoli senza fine.
          Amen."

(Beato Isacco, abate del monastero della Stella, Dai «Discorsi»,
[Disc. 31; Patrologia Latina 194, 1292-1293]
Seconda lettura dell'Ufficio delle letture del Sabato della V settimane del Tempo Ordinario)



Il cieco non dica che il sole non brilla

     "Dio, infatti, viene visto da coloro che lo possono vedere,
cioè da quelli che hanno gli occhi.
Ma alcuni li hanno annebbiati e non vedono la luce del sole.
Tuttavia per il fatto che i ciechi non vedono, non si può
concludere che la luce del sole non brilla.
[...]
Quando il peccato ha preso possesso dell'uomo,
egli non può più vedere Dio
."

(san Teofilo di Antiochia, Dal «Libro ad Autolico» -
[Lib. I, 2. 7; Patrologia Greca 6, 1026-1027. 1035]
Ufficio delle letture del Mercoledì della III settimana di Quaresima
)


"Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio."

(Matteo 5,8)

domenica 7 marzo 2010

Non lo posso sopportare?


"[...] vi esorto: comportatevi in maniera degna
della chiamata che avete ricevuto,
con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità,
sopportandovi a vicenda nell'amore"
(Efesini 4, 1-2)

    Sopportiamoci con amore!
Ecco una parola che non va per niente di moda...
E' molto più semplice mormorare, lamentarsi, imprecare, parlare dietro le spalle, accusare...
    Va poco di moda, eppure quanto diverso sarebbe il mondo, i rapporti nelle nostre famiglie, ...
Quante divisioni in meno, quanti litigi in meno se solo qualche volta imparassimo a portare pazienza e sopportare un po'...!!!

    "Ciò che nel mio fratello per qualsiasi motivo — o per necessità o per infermità del corpo o per leggerezza di costumi — vedo non potersi correggere, perché non lo sopporto con pazienza?
Perché non lo curo amorevolmente, come sta scritto: I loro piccoli saranno portati in braccio ed accarezzati sulle ginocchia? (cfr. Is 66, 12).
Forse perché mi manca quella carità che tutto soffre, che è paziente nel sopportare e benigna nell'amare secondo la legge di Cristo! Egli con la sua passione si è addossato i nostri mali e con la sua compassione si è caricato dei nostri dolori (cfr. Is 53, 4), amando coloro che ha portato e portando
coloro che ha amato".

(Beato Isacco, abate del monastero della Stella, Dai «Discorsi»,
[Disc. 31; Patrologia Latina 194, 1292-1293]
Seconda lettura dell'Ufficio delle letture del Sabato della V settimane del Tempo Ordinario)


    Riflettiamoci un po': quello che ci capita nella vita è davvero tutto così duro e così insopportabile?
E' davvero così al di là delle nostre possibilità mantenere un po' la calma e rispondere con educazione e cortesia...?

    Senza un po’ di sopportazione è impossibile qualsiasi convivenza duratura.
La sapienza secolare della Chiesa l'ha messa tra le opere di misericordia spirituale: "sopportare pazientemente le persone moleste"
(Cfr. Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica - Appendice B)
.
    E non dimentichiamoci che
il primo a sopportare è Dio stesso!!!

Quanta pazienza ha ogni momento con noi...!


"Portate i pesi gli uni degli altri:
così adempirete la legge di Cristo"

(Galati 6, 2)