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domenica 19 luglio 2015

Coraggio, non temete!


"...Se voi non temete 
e testimoniate con coraggio
la Verità trionferà miracolosamente

    Ma ricordate: la forza è nell’amore
Figli miei, l’amore è pentimento, perdono,
preghiera, sacrificio e misericordia.


    Se saprete amare, convertirete con le opere,
consentirete alla luce di mio Figlio
di penetrare nelle anime...". 


(Messaggio della Madonna di Medjugorje a Mirjana del 2 giugno 2015)



“Abbiate coraggio, 
Io ho vinto il mondo” 
(Gesù - Vangelo di Giovanni 16, 33)

mercoledì 24 aprile 2013

INFERNO: il rifiuto dell'amore

     Visto che siamo nell'anno della fede, vale la pena - una volta tanto - guardare anche a quelle realtà scomode, su cui spesso non vogliamo riflettere, sulle quali a volte c'è confusione, per dire una parola chiara. Ecco una riflessione ben fatta sull'Inferno, che ho trovato e che condivido con voi.

Eclissi solare - foto by JAXA/NASA/Hinode

«Gesù parla ripetutamente della "Geenna", del "fuoco inestinguibile", che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l'anima che il corpo» 
(Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1034)


L'inferno, dove non c'è l'amore

      "Per parlare dell'inferno, Gesù si è fermato a osservare la valle scavata dal fiume Hinnon a sud di Gerusalemme, che nei periodi di siccità diventa luogo per i rifiuti. Oggi parleremmo d'immondezzaio o di inceneritori più o meno ecologici. 
      E dalla Geenna ha tratto spunti per raccontare alcune parabole che annunciano non soltanto l'esito positivo, ma anche quello infausto dell'esistenza umana

      Inferno 
è non rendersi conto 
      che davanti alla propria porta c'è un povero
      in attesa di essere soccorso, come Lazzaro; 

è giudicare senza misericordia l'altro; 
è serrare il proprio cuore 
     alla riconciliazione con il prossimo; 
è seminare zizzania in un campo di grano; 
è non mettere a frutto i talenti ricevuti; 
è vendere la propria vita 
      per il potere e per la propria gloria. 

     Sapere che esiste l'inferno è conoscere un luogo dove non è possibile edificare, piantare, dove il fetore impedisce di respirare.
In quel luogo Dio non entra poiché significherebbe che è connivente con il male, che il bene non è diverso dal male e che qualunque cosa facciamo Egli è dalla nostra parte. 


      A forza di dire che l'inferno non esiste o che se esiste è vuoto, si è trasferito l'inferno nella vita di ogni giorno, quando si è sempre insoddisfatti del potere, della ricchezza e dei piaceri. 

      Ma, al di sopra di tutto, inferno è non credere all'amore di Dio in Cristo poiché chi non crede in lui non ha bisogno di essere condannato, ma si è già condannato e chiunque fa il male odia la luce e non viene alla luce (cf. Giovanni 3,18-20)

      Gesù non ha parlato della Geenna come luogo di perdizione per spaventare i suoi ascoltatori, ma perché non ci s'illudesse che la misericordia di Dio possa prescindere dall'accoglienza del suo amore e dall'amore per il prossimo

     
 Non c'è nulla dell'inferno che sia una sorpresa, 
ma tutto è anticipato nell'ostinato rifiuto dell'amore di Dio".

(Antonio Pitta, L'inferno, dove non c'è l'amore

Articolo della rubrica "Catechismo quotidiano", 
pubblicato su Avvenire del 27 marzo 2013, p.2 - 
in internet: http://www.avvenire.it/Rubriche/Pagine/Catechismo%20quotidiano/L%20inferno%20%20dove%20non%20c%20e%20l%20amore_20130327.aspx?Rubrica=Catechismo%20quotidiano -

NOTA: evidenziazioni, grassetto e colori delle parole sono aggiunte mie - ndr)


martedì 7 febbraio 2012

Api o vespe?

«La conoscenza riempie di orgoglio,
mentre l'amore edifica
». 
(1Corinzi 8, 1b)

     Durante gli studi di Teologia, fr. Bernardino fu colpito da un'espressione di San Bonaventura, rimasta sempre impressa nella sua mente:

        "Voi non dovete fare come molti,
    i quali sebbene abbiano gli splendori della scienza,
    sono privi dell'amore di Dio e della devozione.

        Costoro non fabbricano il favo come le api,
    bensì come le vespe
    che non danno miele".

(Claudio Bratti e Fabio Longo, Padre Bernardino Dal Vago da Portogruaro
Editrice VELAR, Gorle (BG), 2011, p. 13-14)


«1 Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sarei come bronzo che rimbomba
o come cimbalo che strepita.


2E se avessi il dono della profezia,
se conoscessi tutti i misteri
e avessi tutta la conoscenza,
se possedessi tanta fede da trasportare le montagne,
ma non avessi la carità,
non sarei nulla
».
(1Corinzi 13, 1-2)


mercoledì 11 gennaio 2012

Il vero dialogo interreligioso


     
 «Non posso conoscere l’altro se non conosco me stesso.
Non posso amarlo se non amo me stesso (cfr Mt 22,39).

      La conoscenza, l’approfondimento e la pratica della propria religione sono dunque essenziali al vero dialogo interreligioso
      Questo non può cominciare che con la preghiera personale e sincera di colui che desidera dialogare
Che egli si ritiri nel segreto della sua camera interiore (cfr Mt 6,6) per domandare a Dio la purificazione del ragionamento e la benedizione per il desiderato incontro.
Questa preghiera chiede anche a Dio il dono di vedere nell’altro un fratello da amare, e nella tradizione che egli vive un riflesso della verità che illumina tutti gli uomini (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Dich. Nostra aetate, 2). 


     
 Conviene dunque che ognuno si ponga in verità davanti a Dio e davanti all’altro. Questa verità non esclude, e non è una confusione.
Il dialogo interreligioso mal compreso porta alla confusione o al sincretismoNon è questo il dialogo che si cerca. [...]

      E’ anche bene sapere che non si dialoga per debolezza
ma dialoghiamo perché crediamo in Dio, Creatore e Padre di tutti gli uomini
Dialogare è un modo supplementare di amare Dio ed il prossimo nell’amore della verità (cfr Mt 22,37).

      Avere speranza non significa essere ingenui, ma compiere un atto di fede in Dio, Signore del tempo, Signore anche del nostro futuro[...]

L’odio è una sconfitta
l’indifferenza un vicolo cieco
e il dialogo un’apertura!»

(
Santo Padre Benedetto XVI, Discorso in occasione dell'«Incontro con i membri del governo, i rappresentanti delle istituzioni della repubblica, il corpo diplomatico e i rappresentanti delle principali religioni» durante il Viaggio Apostolico in BeninPalazzo Presidenziale di Cotonou, 19 novembre 2011)


domenica 6 novembre 2011

Veglia bene chi ama




«Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora»
(Matteo 25,13)


Vegliate, dunque

      Ma come vegliare? 
Innanzitutto, lo sappiamo, veglia bene proprio chi ama.
Lo sa la sposa che attende il marito che ha fatto tardi al lavoro o che deve tornare da un viaggio lontano;
lo sa la mamma che trepida per il figlio che ancora non rincasa;
lo sa l’innamorato che non vede l’ora d’incontrare l’innamorata…
Chi ama sa attendere anche quando l’altro tarda.

     Si attende Gesù se lo si ama e si desidera ardentemente incontrarlo.

E lo si attende
amando concretamente, servendolo ad esempio in chi ci è vicino, o impegnandosi alla edificazione di una società più giusta.

È Gesù stesso che ci invita a vivere così raccontando la parabola del servo fedele che, aspettando il ritorno del padrone, si prende cura dei domestici e degli affari della casa; o quella dei servi che, sempre in attesa del ritorno del padrone, si danno da fare per far fruttificare i talenti ricevuti.

"Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora"

      Proprio perché non sappiamo né il giorno né l’ora della sua venuta, possiamo concentrarci più facilmente nell’oggi
che ci è dato, nell’affanno del giorno, nel presente che la Provvidenza ci offre da vivere».


(Chiara Lubich, Parola di Vita - Novembre 2002,

pubblicata per intero su "Città Nuova" (Rivista), 2002/20, p. 7, 
in internet: http://www.focolare.org/it/news/2011/11/01/novembre-2011/
[Grassetti, corsivi e colori aggiunti da me])

martedì 11 ottobre 2011

Amore gratuito

Ecco un altro gustoso racconto dai libretti di P. Andrea...


«...Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» 
(Vangelo secondo Matteo 10, 8)



L’amore più grande


    «Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si
presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente
ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si
asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:

    - Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro.

    - Per aver ordinato la mia cameretta: 1,50 Euro.
    - Per essere andato a comperare il latte: 0,50 Euro.
    - Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 Euro.
    - Per aver preso due volte "ottimo" a scuola: 2 Euro.
    - Per aver portato fuori l'immondizia tutte le sere: 1 Euro.
    Totale: 9 Euro.


La mamma fissò il figlio negli occhi, teneramente.
La sua mente si 
affollò di ricordi.
Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:


    - Per averti portato in grembo per 9 mesi:
0 Euro.
    - Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro.
    - Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 Euro.
    - Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro.
    - Per tutto quello che ti ho insegnato, giorno dopo giorno: 0 Euro.
    - Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende,
          le cene e i panini che ti 
ho preparato: 0 Euro.
    - Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro.
    Totale: 0 Euro.

E’ la giustizia di Dio con me.

La mia giustizia con Dio me l’ha insegnata Gesù, ed è quella dell’amore più grande: spendere la vita anche per l’ultimo dei fratelli».

(padre Andrea Panont - OCD, Passi di danza
Mimep-Docete, Pessano con Bornago (MI) 2009, p. 38-39)


«Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto;
forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona.
Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che,
mentre eravamo ancora peccatori,
Cristo è morto per noi
».
(Lettera ai Romani 5, 7-8)


Nota: l'immagine iniziale è presa dal sito: Photl.com - free stock photography

domenica 29 maggio 2011

Chi non ama non conosce

"L'amore apre l'occhio
«Chi non ama non conosce».

«Cognoverunt eum in fractione panis - l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane»
(Lc 24, 35).

Anime che hanno santamente amato, quanto hanno imparato!"

(Giacomo Alberione, Vademecum, a cura di Angelo Colacrai, Edizioni Paoline, 1992, n. 330)

domenica 8 maggio 2011

Non il caso, ma l'Amore

Greg Olsen, Lost No More (Non più perduto), 1997


Un disegno d'amore

    Gesù sa che
la sua passione non è un evento fortuito, né semplicemente una decisione degli uomini, ma un disegno di Dio. Sarà processato e rifiutato dagli uomini, ma il “calice” viene dalle mani di Dio.

    Gesù ci insegna che
il Padre ha un suo disegno d’amore su ciascuno di noi, ci ama di amore personale e, se crediamo a questo amore e se corrispondiamo col nostro amore – ecco la condizione -, egli fa finalizzare ogni cosa al bene
Per Gesù nulla è successo a caso, neppure la passione e la morte.

    E
poi ci fu la Risurrezione, la cui solenne festa celebriamo in questo mese. L’esempio di Gesù, Risorto, deve essere di luce per la nostra vita
    Tutto quanto arriva, quanto succede, quello che ci circonda e anche tutto quanto ci fa soffrire dobbiamo saperlo leggere come volontà di Dio che ci ama o una permissione di lui che ancora ci ama.

    Allora tutto avrà senso nella vita
, tutto sarà estremamente utile, anche quello che sul momento ci pare incomprensibile e assurdo, anche quello che, come per Gesù, può farci piombare in un’angoscia mortale. Basterà che, insieme a lui, sappiamo ripetere, con un atto di totale fiducia nell’amore del Padre:
«Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36).

(Chiara Lubich,
Parola di Vita - Aprile 2003
pubblicata per intero su Città Nuova (Rivista), 2003/6, p. 7,
in internet: 
http://www.focolare.org/it/news/2011/04/01/it-aprile-2011



«Del resto, noi sappiamo che
tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio
per coloro che sono stati chiamati secondo il Suo disegno»
(Lettera ai Romani 8, 28 - Nuovo Testamento, Bibbia)

giovedì 30 dicembre 2010

Impariamo dai bambini...

    In questo tempo di Natale, facciamoci insegnare dai bambini cos'è l'amore... Tanta semplicità, ma anche tanta concretezza...!!!

"Cosa vuol dire amore? "
    Degli psicologi hanno posto a bambini dai 4 agli 8 anni, la domanda: "Cosa vuol dire amore?" Leggete un po' le loro risposte...!!

L'amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria.
Carlo, 5 anni


Quando nonna aveva l'artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva l'artrite pure lui. Questo è l'amore.
Rebecca, 8 anni

Quando qualcuno ci ama, il modo che ha di dire il nostro nome è diverso.
Sappiamo che il nostro nome è al sicuro in quella bocca.

Luca 4 anni

L'amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi.
Martina 5 anni

L'amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l'altro le dia a te.
Gianluca 6 anni

L'amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere.
Susanna 5 anni.

L'amore è quella cosa che ci fa sorridere anche quando siamo stanchi.
Tommaso 4 anni

L'amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono.
Daniele 7 anni

Se vuoi amare devi cominciare da un amico che detesti.
Michele 6 anni

L'amore è quando una donna vecchia e un uomo vecchio, sono ancora amici anche se si conoscono bene.
Tommaso 6 anni

L'amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo.
Elena 5 anni

L'amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l'ho
lasciato solo tutta la giornata.

Anna Maria 4 anni

Non bisogna mai dire ti amo se non è vero.
Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Le persone dimenticano.

Jessica 8 anni

(Nota: Purtroppo non conosco la fonte di questo studio, ma in questo caso - forse - non è così importante saperlo: la semplicità dei bambini parla da sé...)


«In verità io vi dico: se non vi convertirete
e non diventerete come i bambini,
non entrerete nel regno dei cieli».
(Matteo 18, 3)


Vi dedico anche un'altra immagine Natalizia del bravissimo Bouguereau:

(William Adolphe Bouguereau
La Vierge à L'Agneau - Olio su tela, 1903)

martedì 26 ottobre 2010

Senza rimorsi: amore, sesso, castità


     Vi propongo questo video di due fidanzati americani (ora sposati) che parlano ad altri giovani di amore, sesso e castità con uno stile semplice e divertente, ma allo stesso tempo offrono molti spunti per riflettere...
Dedicato in particolare ai giovani. Buona visione!



(Jason & Crystalina Evert, Romance without regret,

video disponibile su "Sessualità e adolescenti: sguardi contro corrente":
http://www.gliscritti.it/approf/2010/web/sadol220510.htm
oppure su:
su quest'ultimo indirizzo è possibile anche scaricare l'intero DVD del video)


Se siete interessati ad altro materiale di questi due giovani (però in inglese) potete visitare: http://www.chastity.com/ .



«Non sapete che il vostro corpo
è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? [...]
Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!»
(1 Corinzi 6, 19.20)

domenica 14 marzo 2010

Il sentimento non è la totalità dell'amore

«l'amore non è soltanto un sentimento.
I sentimenti vanno e vengono.

Il sentimento può essere una meravigliosa scintilla iniziale,
ma non è la totalità dell'amore
(Benedetto XVI - Deus Caritas Est, n.17)

Queste parole di Benedetto XVI sembrano semplici, quasi ovvie... eppure quanto sono piene di luce, e quanto diversamente pensano molte persone che vediamo attorno a noi...!!

giovedì 11 marzo 2010

L'amore è il principio fondamentale

     "La carità è l'unico criterio secondo cui tutto
deve essere fatto o non fatto
, cambiato o non cambiato.
E' il principio che deve dirigere ogni azione
e il fine a cui deve tendere.
Agendo con riguardo ad essa o ispirati da essa,
nulla è disdicevole e tutto è buono.

          Si degni di concedercela, questa carità,
          Colui al quale senza di essa non possiamo piacere,
          Colui senza del quale non possiamo fare assolutamente nulla,
          che vive e regna, Dio per i secoli senza fine.
          Amen."

(Beato Isacco, abate del monastero della Stella, Dai «Discorsi»,
[Disc. 31; Patrologia Latina 194, 1292-1293]
Seconda lettura dell'Ufficio delle letture del Sabato della V settimane del Tempo Ordinario)



giovedì 25 febbraio 2010

Una vita di bellezza

«Dio ci chiama ad amare come lui stesso ci ama.
E  
non c'è un amore più profondo che arrivare fino al dono di sé, per Dio e per gli altri.  

Chi vive di Dio sceglie di amare.
E un cuore deciso ad amare può irradiare una bontà senza limite.

Per chi cerca di amare nella fiducia, la vita si riempie di una bellezza serena». 

(Frère Roger di Taizé - Lettera incompiuta - http://www.taize.fr/it_article2966.html)


domenica 21 febbraio 2010

S. Antonio da Padova

Qualche pensiero, tratto dai sermoni del grande S. Antonio da Padova:

“La carità è l’anima della fede, la rende viva;
senza l’amore, la fede muore
(Sermones Dominicales et Festivi II, Messaggero, Padova 1979, p. 37)


“Cristo, che è la tua vita, sta appeso davanti a te, perché tu guardi nella croce come in uno specchio.
Lì potrai conoscere quanto mortali furono le tue ferite, che nessuna medicina avrebbe potuto sanare, se non quella del sangue del Figlio di Dio.
Se guarderai bene, potrai renderti conto di quanto grandi siano la tua dignità umana e il tuo valore... In nessun altro luogo l’uomo può meglio rendersi conto di quanto egli valga, che guardandosi nello specchio della croce
(Sermones Dominicales et Festivi III, pp. 213-214)


(Entrambi questi pensieri sono stati citati dal Papa nell'udienza del 10 febbraio 2010, nella quale ha parlato della figura di S. Antonio)


lunedì 15 febbraio 2010

Ci vuole anche la correzione!

    "Figlio mio, non disprezzare l'istruzione del Signore
e non aver a noia la sua correzione,
perché il Signore corregge chi ama,
come un padre il figlio prediletto."
(Proverbi 3, 11-12)

Quanto è importante la correzione...
Dio la usa con noi: perché è un padre e la correzione è amore!
E così ci mostra come fare: nell'educazione ci vuole anche la correzione!
Quanto è importante e necessario oggi che i genitori e gli educatori sappiano dire i "no" che aiutano a crescere e sappiano correggere...!!!!

    "È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Se invece non subite correzione, mentre tutti ne hanno avuto la loro parte, siete illegittimi, non figli! [...]
    Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati."
(Ebrei 12, 7-8.11)

sabato 30 gennaio 2010

«Dove non c'e' amore,
metti amore
e troverai amore»
(San Giovanni della Croce)