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sabato 2 maggio 2015

L'errore di Marx



   "L'utopia di Marx era vicinissima alla Bibbia quanto ai contenuti ma lontanissima quanto alle condizioni della sua realizzazione: una volta rovesciato il sistema capitalistico che creava ingiustizia e dunque infelicità, la proprietà collettiva dei beni di produzione avrebbe automaticamente prodotto l'uomo nuovo, irreversibilmente buono, solidale, e dunque riuscito nella totalità delle sue relazioni.
    Ma la Bibbia sa che la volontà umana non può essere buona una volta per tutte, perché è sempre alle prese con la Parola (o, in termini laici, con la coscienza morale) che la interpella e la pone di fronte al bivio: il bene e il male, la vita e la morte

    L'errore di fondo del marxismo è stato di ordine antropologico: l'avere ignorato il carattere sempre aperto della volontà, il carattere drammatico della libertà, con la quale ogni individuo umano si può salvare o perdere, e può contribuire alla salvezza o alla rovina della comunità umana".

(A.Rizzi, Il problema del senso e il tempo, Cittadella Editrice, 2006, p.28)

venerdì 28 gennaio 2011

Destino o responsabilità?

Come ci ricorda la Scrittura, per un cristiano non esiste un destino eterno già prestabilito.
Siamo noi che scegliamo attraverso l'uso della nostra libertà!

«tua è la fedeltà, Signore;
secondo le sue opere Tu ripaghi ogni uomo».
(Salmo 62, 13)

 «...Dio, nostro salvatore, ...
vuole che tutti gli uomini siano salvati 
e giungano alla conoscenza della verità».
(1 Timoteo 2, 3-4)

A questo riguardo pubblico un simpatico e istruttivo aneddoto preso dalla vita del Beato Giovanni Duns Scoto, riferito da uno storico:


Il destino e il contadino


Jean-François Millet, Uomo con la zappa [L'homme à la houe]
Olio su tela, circa 1860-1862

«Si dice che il beato Giovanni Duns Scoto sempre si intrattenesse familiarmente con la povera gente che incontrava lungo il cammino, anche se era gente rozza.
   Un giorno infatti, in Inghilterra, egli vide un contadino che seminava l'orzo, ed essendo inquieto per la durezza del lavoro, imprecava con bestemmie atroci.
Duns Scoto gli ricordò i Comandamenti di Dio, ma il bifolco rispose più incollerito che mai: "Tu perdi il tempo e le parole! So benissimo che in ogni modo si compirà la volontà di Dio, poiché Egli dispone le cose da tutta l'eternità e sa quale destino mi tocca.
Ed allora, virtuoso o colpevole, andrò dove devo andare: o in Paradiso o all'Inferno.
    Il pio Dottore, dopo averlo ascoltato pazientemente, neutralizzò tale atteggiamento, mediante un esempio adatto a farlo persuaso e stupito:
"Vediamo, gli disse: se Dio, come tu pensi, ha imposto a tutte le cose, fin dall'eternità, tale destino, perché ti prendi la pena di coltivare il campo?
Se Dio da sempre ha decretato che quest'orzo germogli nel tuo campo, germoglierà ugualmente, sia che tu lo semini o no. Al contrario, se ha stabilito che non debba germogliare, tu suderai invano"(!!!)».











(Padre Stefano M. Manelli, Beato Giovanni Duns Scoto - Dottore Mariano, Casa Mariana Editrice - Frigento (AV), pag. 61-62 - Testo lievemente adattato)


«...io ti ho posto davanti la vita e la morte,
la benedizione e la maledizione.

Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza,
amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce 

e tenendoti unito a lui,
poiché è lui la tua vita e la tua longevità...».
(Deuteronomio 30, 19-20)

«Se tu vuoi, puoi osservare i comandamenti;
l'essere fedele dipende dalla tua buona volontà. 
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano
».
(Siracide 15,15-16)

sabato 9 ottobre 2010

Cos'è il perdono

Condivido con voi questa riflessione sul perdono.
E' forse la più bella e precisa descrizione del perdono che io abbia mai incontrato.



    Il perdono non è dimenticanza che spesso significa non voler guardare in faccia la realtà. 

    Il perdono non è debolezza, e cioè non tener conto di un torto per paura del più forte che l'ha commesso.    
     Il perdono non consiste nell'affermare senza importanza ciò che è grave, o bene ciò che è male.
     Il perdono non è indifferenza

    Il perdono è un atto di volontà e di lucidità, quindi di libertà, che consiste nell'accogliere il fratello e la sorella così com'è, nonostante il male che ci ha fatto, come Dio accoglie noi peccatori, nonostante i nostri difetti.
     Il perdono consiste nel non rispondere all'offesa con l'offesa, ma nel fare quanto Paolo dice: "Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male" (Rm 12, 21) .
     Il perdono consiste nell'aprire a chi ti fa del torto la possibilità d'un nuovo rapporto con te, la possibilità quindi per lui e per te di ricominciare la vita, d'aver un avvenire in cui il male non abbia l'ultima parola.
    [...]
    Solo un atteggiamento di perdono, sempre rinnovato, può mantenere la pace e l'unità tra fratelli. [...]
Occorre far l'abitudine a vederli con occhio nuovo e nuovi loro stessi, accettandoli sempre, subito e fino in fondo, anche se non si pentono.
Si dirà: "Ma ciò è difficile". Si capisce. Ma qui è il bello del cristianesimo. Non per nulla siamo alla sequela di Cristo che, sulla croce, ha chiesto perdono al Padre per coloro che gli avevano dato la morte, ed è risorto.
Coraggio. Iniziamo una vita così, che ci assicura una pace mai provata e tanta gioia sconosciuta.


(Chiara Lubich, Parola di vita - settembre 1999 
pubblicato per intero su Città Nuova 1999/15-16, p.41)

"Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette"
(Matteo 18, 22)

giovedì 4 marzo 2010

Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua

Alcuni versetti che dovremmo meditare lungamente...
Specialmente in questo tempo di quaresima...

"Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore, tuo Dio, se non che tu tema il Signore, tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu lo ami, che tu serva il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l'anima, che tu osservi i comandi del Signore e le sue leggi, che oggi ti do per il tuo bene?"
(Deuteronomio 10, 12-13)

     "Da principio Dio creò l'uomo
         e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.
     Se tu vuoi, puoi osservare i comandamenti;
         l'essere fedele dipende dalla tua buona volontà.
     Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
         là dove vuoi tendi la tua mano.
     Davanti agli uomini stanno la vita e la morte:
         a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà
".
     (Siracide 15, 14-17)


"Forse che io ho piacere della morte del malvagio
- oracolo del Signore -
o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?"
(Ezechiele 18, 23)