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sabato 7 aprile 2012

Dalle Sue piaghe siamo guariti

Cristo alla colonna, 2010
fra Alberto B.matita e acquerello

        «Cristo patì per voi,
        lasciandovi un esempio,
        perché ne seguiate le orme:

         Egli non commise peccato
        e non si trovò inganno sulla sua bocca;
        insultato, non rispondeva con insulti,
        maltrattato, non minacciava vendetta,
        ma si affidava a Colui che giudica con giustizia.

         Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
        sul legno della croce,
        perché, non vivendo più per il peccato,
        vivessimo per la giustizia;
        dalle Sue piaghe siete stati guariti».

    
    (1 lettera di Pietro 2, 21-24)

domenica 18 settembre 2011

Rendere feconda la sofferenza

Nella vita le sofferenze non le possiamo evitare, ma possiamo scegliere come affrontarle!



"Cari figli! [...] 
offrite le vostre sofferenze
come dono a Dio 
perché diventino
un bellissimo fiore di gioia.

Perciò, figlioli, pregate per poter capire
che la sofferenza può diventare gioia 
e la croce la via della gioia. [...]"

(Messaggi della Madonna di Medjugorje, Messaggio del 25 settembre 1996, in internet: www.medjugorje.ws  oppure  medjugorje.altervista.org)



* * *

«Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi
e completo nella mia carne
quello che manca ai patimenti di Cristo
,
a favore del suo corpo che è la Chiesa».
(Lettera ai Colossesi 1, 24)


«[...] tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio [...]».
(Lettera ai Romani 8, 28)


lunedì 29 marzo 2010

Affare fatto

Ecco una storiella interessante che mi è arrivata via mail qualche tempo fa... Può essere uno spunto per riflettere all'inizio di questa settimana santa.

    C'era una volta un uomo di nome George Thomas, era pastore protestante e viveva in un piccolo paese.
Una mattina della Domenica di Pasqua stava recandosi in Chiesa, portando con se una gabbia arrugginita. La sistemò vicino al pulpito. La gente era alquanto scioccata. Come risposta allo stupore, il pastore cominciò a parlare.....
    «Ieri stavo passeggiando,quando vidi un ragazzo con questa gabbia. Nella gabbia c'erano tre uccellini, tremavano dal freddo e per lo spavento. Fermai il ragazzo e gli chiesi:
'Cos'hai lì, figliolo?'. 'Tre vecchi uccelli' fu la risposta.
'Cosa farai di loro?' chiese
'Li porterò a casa e mi divertirò con loro', rispose il ragazzo.
'Li stuzzicherò e strapperò le piume cosi litigheranno. Mi divertirò tantissimo'.
'Ma presto o tardi ti stancherai di loro. Allora cosa farai?'.
'Oh, ho dei gatti,' disse il ragazzo. 'A loro piacciono gli uccelli, li darò a loro'.
Il pastore rimase in silenzio per un momento.
'Quanto vuoi per questi uccelli, figliolo?'.
'Cosa??!!! Perché, mica li vuoi, Signore, sono uccelli di campo, niente di speciale. Non cantano. Non sono nemmeno belli!'
'Quanto?' chiese di nuovo il pastore.
Pensando fosse pazzo il ragazzo disse: '500€'.
Il pastore prese €500 dalla sua tasca e li mise in mano al ragazzo.
Come un fulmine il ragazzo sparì.
Il pastore prese la gabbia e con delicatezza andò in un campo dove c'erano alberi e erba.
Aprì la gabbia e con gentilezza lasciò liberi gli uccellini
».


Cosi si spiega il motivo per la gabbia vuota accanto al pulpito.
Poi iniziò a raccontare questa storia:
    «Un giorno Satana e Gesù stavano conversando. Satana era appena ritornato dal Giardino di Eden, era borioso e si gonfiava di superbia.
'Si, Signore, ho appena catturato l'intera umanità. Ho usato una trappola che sapevo non avrebbe trovato resistenza, ho usato un'esca che è ottima. Li ho presi tutti!'

'Cosa farai con loro?' chiese Gesù
Satana rispose: 'Oh, mi divertirò con loro! Gli insegnerò come odiare e farsi male a vicenda, come bere e fumare e bestemmiare.
Gli insegnerò a fabbricare armi da guerra, fucili e bombe e ammazzarsi fra di loro. Mi divertirò un mondo!'
'E poi, quanto hai finito di giocare con loro, cosa ne farai?', chiese Gesù.
'Oh, li ucciderò!' esclamò Satana con superbia.
'Quanto vuoi per loro?' chiese Gesù.
'Ma va, non la vuoi questa gente. Non sono per niente buoni, sono cattivi.
Li prenderai e ti odieranno. Ti sputeranno addosso, ti bestemmieranno e ti uccideranno. No, non puoi volerli!!'


'Quanto?' chiese di nuovo Gesù.
Satana guardò Gesù e sogghignando disse: 'Tutto il tuo sangue, tutte le tue lacrime e la tua vita.'
Gesù disse: 'AFFARE FATTO!'
E poi pagò il prezzo
»
.

(Fonte sconosciuta -
purtroppo, pur avendo fatto ricerche, non sono riuscito a trovare la fonte di questo racconto. Se qualcuno la conoscesse, sarei grato se me la indicasse, scrivendola in un commmento o inviandomi un messaggio)


[AGGIORNAMENTO: Mi è stato segnalato che questa storia è pubblicata nel libro:
 
"365 PICCOLE STORIE PER L'ANIMA" di BRUNO FERRERO - ELLEDICI]



domenica 7 marzo 2010

Non lo posso sopportare?


"[...] vi esorto: comportatevi in maniera degna
della chiamata che avete ricevuto,
con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità,
sopportandovi a vicenda nell'amore"
(Efesini 4, 1-2)

    Sopportiamoci con amore!
Ecco una parola che non va per niente di moda...
E' molto più semplice mormorare, lamentarsi, imprecare, parlare dietro le spalle, accusare...
    Va poco di moda, eppure quanto diverso sarebbe il mondo, i rapporti nelle nostre famiglie, ...
Quante divisioni in meno, quanti litigi in meno se solo qualche volta imparassimo a portare pazienza e sopportare un po'...!!!

    "Ciò che nel mio fratello per qualsiasi motivo — o per necessità o per infermità del corpo o per leggerezza di costumi — vedo non potersi correggere, perché non lo sopporto con pazienza?
Perché non lo curo amorevolmente, come sta scritto: I loro piccoli saranno portati in braccio ed accarezzati sulle ginocchia? (cfr. Is 66, 12).
Forse perché mi manca quella carità che tutto soffre, che è paziente nel sopportare e benigna nell'amare secondo la legge di Cristo! Egli con la sua passione si è addossato i nostri mali e con la sua compassione si è caricato dei nostri dolori (cfr. Is 53, 4), amando coloro che ha portato e portando
coloro che ha amato".

(Beato Isacco, abate del monastero della Stella, Dai «Discorsi»,
[Disc. 31; Patrologia Latina 194, 1292-1293]
Seconda lettura dell'Ufficio delle letture del Sabato della V settimane del Tempo Ordinario)


    Riflettiamoci un po': quello che ci capita nella vita è davvero tutto così duro e così insopportabile?
E' davvero così al di là delle nostre possibilità mantenere un po' la calma e rispondere con educazione e cortesia...?

    Senza un po’ di sopportazione è impossibile qualsiasi convivenza duratura.
La sapienza secolare della Chiesa l'ha messa tra le opere di misericordia spirituale: "sopportare pazientemente le persone moleste"
(Cfr. Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica - Appendice B)
.
    E non dimentichiamoci che
il primo a sopportare è Dio stesso!!!

Quanta pazienza ha ogni momento con noi...!


"Portate i pesi gli uni degli altri:
così adempirete la legge di Cristo"

(Galati 6, 2)

sabato 27 febbraio 2010

Commovente dolcezza


"Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno" (Lc 23, 34)

    "Chi al sentire quella voce meravigliosa piena di dolcezza, piena di carità, piena di inalterabile pacatezza: «Padre, perdonali» non abbraccerebbe subito i suoi nemici con tutto l'affetto?
«Padre», dice, «perdonali» (Lc 23, 34).
Che cosa si poteva aggiungere di dolcezza, di carità ad una siffatta preghiera?
Tuttavia egli aggiunse qualcosa. Gli sembrò poco pregare, volle anche scusare. «Padre, disse, perdonali, perché non sanno quello che fanno». E invero sono grandi peccatori, ma poveri conoscitori. Perciò: «Padre, perdonali». Lo crocifiggono, ma non sanno chi crocifiggono, perché se l'avessero conosciuto, giammai avrebbero crocifisso il Signore della gloria (cfr. 1 Cor 2, 8); perciò «Padre, perdonali»."

(Sant'Aelredo abate, dallo «Specchio della carità» [Lib. 3, 5; Pl 195, 582] -
Seconda lettura dell'Ufficio delle Letture del Venerdì della I settimana di Quaresima
)

"ha spogliato se stesso fino alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli
".

(Is 53, 12)

"Padre, perdona loro
perché non sanno quello che fanno"

(Lc 23, 34)

domenica 21 febbraio 2010

S. Antonio da Padova

Qualche pensiero, tratto dai sermoni del grande S. Antonio da Padova:

“La carità è l’anima della fede, la rende viva;
senza l’amore, la fede muore
(Sermones Dominicales et Festivi II, Messaggero, Padova 1979, p. 37)


“Cristo, che è la tua vita, sta appeso davanti a te, perché tu guardi nella croce come in uno specchio.
Lì potrai conoscere quanto mortali furono le tue ferite, che nessuna medicina avrebbe potuto sanare, se non quella del sangue del Figlio di Dio.
Se guarderai bene, potrai renderti conto di quanto grandi siano la tua dignità umana e il tuo valore... In nessun altro luogo l’uomo può meglio rendersi conto di quanto egli valga, che guardandosi nello specchio della croce
(Sermones Dominicales et Festivi III, pp. 213-214)


(Entrambi questi pensieri sono stati citati dal Papa nell'udienza del 10 febbraio 2010, nella quale ha parlato della figura di S. Antonio)