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giovedì 14 febbraio 2013

Grazie Benedetto XVI!

    Caro papa Benedetto, grazie per quello che sei stato e sei per tutta la Chiesa! Non spetta a noi giudicare o indagare i motivi della tua scelta.
Siamo sicuri che hai riflettuto e pregato molto prima di prendere questa decisione e siamo sicuri che la Chiesa è nelle mani di Cristo!


«Cari fratelli e sorelle,
    come sapete [...applausi...] - grazie per la vostra simpatia! - ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005. 

    Ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa,
dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede. 


    Mi sostiene e mi illumina la certezza che 

la Chiesa è di Cristo,
il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura.

    Ringrazio tutti per l’amore e per la preghiera con cui mi avete accompagnato. Grazie! Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni, per me non facili, la forza della preghiera, che l’amore della Chiesa, la vostra preghiera, mi porta. 


   Continuate a pregare per me,
per la Chiesa, per il futuro Papa
.
Il Signore ci guiderà».


(Benedetto XVI, Udienza generale - Mercoledì, 13 febbraio 2013)

mercoledì 11 gennaio 2012

Il vero dialogo interreligioso


     
 «Non posso conoscere l’altro se non conosco me stesso.
Non posso amarlo se non amo me stesso (cfr Mt 22,39).

      La conoscenza, l’approfondimento e la pratica della propria religione sono dunque essenziali al vero dialogo interreligioso
      Questo non può cominciare che con la preghiera personale e sincera di colui che desidera dialogare
Che egli si ritiri nel segreto della sua camera interiore (cfr Mt 6,6) per domandare a Dio la purificazione del ragionamento e la benedizione per il desiderato incontro.
Questa preghiera chiede anche a Dio il dono di vedere nell’altro un fratello da amare, e nella tradizione che egli vive un riflesso della verità che illumina tutti gli uomini (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Dich. Nostra aetate, 2). 


     
 Conviene dunque che ognuno si ponga in verità davanti a Dio e davanti all’altro. Questa verità non esclude, e non è una confusione.
Il dialogo interreligioso mal compreso porta alla confusione o al sincretismoNon è questo il dialogo che si cerca. [...]

      E’ anche bene sapere che non si dialoga per debolezza
ma dialoghiamo perché crediamo in Dio, Creatore e Padre di tutti gli uomini
Dialogare è un modo supplementare di amare Dio ed il prossimo nell’amore della verità (cfr Mt 22,37).

      Avere speranza non significa essere ingenui, ma compiere un atto di fede in Dio, Signore del tempo, Signore anche del nostro futuro[...]

L’odio è una sconfitta
l’indifferenza un vicolo cieco
e il dialogo un’apertura!»

(
Santo Padre Benedetto XVI, Discorso in occasione dell'«Incontro con i membri del governo, i rappresentanti delle istituzioni della repubblica, il corpo diplomatico e i rappresentanti delle principali religioni» durante il Viaggio Apostolico in BeninPalazzo Presidenziale di Cotonou, 19 novembre 2011)


domenica 11 dicembre 2011

Spirito di Assisi - contro la violenza, per la pace




    «[...] Come cristiano, vorrei dire a questo punto: 
sì, nella storia anche in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza
Lo riconosciamo, pieni di vergogna
Ma è assolutamente chiaro che questo è stato un utilizzo abusivo della fede cristiana,
in evidente contrasto con la sua vera natura


    Il Dio in cui noi cristiani crediamo è il Creatore e Padre di tutti gli uomini, a partire dal quale tutte le persone sono tra loro fratelli e sorelle e costituiscono un’unica famiglia
La Croce di Cristo è per noi il segno del Dio che, al posto della violenza, pone il soffrire con l’altro e l’amare con l’altro. Il suo nome è “Dio dell’amore e della pace” (2 Cor 13,11). 
    È compito di tutti coloro che portano una qualche responsabilità per la fede cristiana purificare continuamente la religione dei cristiani a partire dal suo centro interiore, affinché – nonostante la debolezza dell’uomo – sia veramente strumento della pace di Dio nel mondo. 
    [...]
    In conclusione, vorrei assicurarvi che la Chiesa cattolica non desisterà dalla lotta contro la violenza, dal suo impegno per la pace nel mondo
Siamo animati dal comune desiderio di essere “pellegrini della verità, pellegrini della pace”. 
Vi ringrazio».

(Santo Padre Benedetto XVI, Intervento del Santo Padre in occasione della Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo "pellegrini della verità, pellegrini della pace"Assisi, Basilica di Santa Maria degli Angeli, Giovedì 27 ottobre 2011)

martedì 22 novembre 2011

Nessun regime è l'ideale


«
Nessun regime politico umano è l’ideale,
nessuna scelta economica è neutra.
Ma essi devono sempre
    servire il bene comune
».


(Santo Padre Benedetto XVI,
Discorso in occasione dell'incontro con i membri del governo, i rappresentanti delle istituzioni della repubblica, il corpo diplomatico e i rappresentanti delle principali religioni
pronunciato nel Palazzo Presidenziale di Cotonou durante il viaggio apostolico in Benin (Africa), 19 novembre 2011)


    Il credente sa che ogni uomo è limitato e perciò nessun politico e nessun sistema  politico potrà mai salvarlo, ma solo dal Signore può venire la salvezza. 

«Maledetto l'uomo che confida nell'uomo,
e pone nella carne il suo sostegno,
allontanando il suo cuore dal Signore.
[…]
Benedetto l'uomo che confida nel Signore
e il Signore è la sua fiducia

È come un albero
piantato lungo un corso d'acqua
,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi,
nell'anno della siccità non si dà pena,
non smette di produrre frutti».
(Geremia 17, 5.7-8)

domenica 25 settembre 2011

Saldi nella fede

Parole dell'allora cardinale Ratzinger: quanto sono vere e attuali!
Pesano come macigni...


    "Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... [...]
dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; [...]
dall’agnosticismo al sincretismo e così via. [...].

    Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo.
    Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni.


    Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie".

(Card. Joseph Ratzinger,  Missa pro eligendo romano pontifice - Omelia, Basilica Patriarcale di San Pietro, Lunedì 18 aprile 2005)
* * *

    «finché arriviamo tutti all'unità della fede
e della conoscenza del Figlio di Dio,
fino all'uomo perfetto, fino a raggiungere
la misura della pienezza di Cristo. 


    Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde,
trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina,
ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore.


  Al contrario, agendo secondo verità nella carità,
cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui,
che è il capo, Cristo
».
(Efesini 4, 13-15)

martedì 8 giugno 2010

La povertà più profonda è l'incapacità di gioia

«La povertà più profonda è l'incapacità di gioia, il tedio della vita considerata assurda e contraddittoria. Questa povertà è oggi molto diffusa, in forme ben diverse sia nelle società materialmente ricche sia anche nei paesi poveri.
L'incapacità di gioia suppone e produce l'incapacità di amare, produce l'invidia, l'avarizia - tutti i vizi che devastano la vita dei singoli e il mondo. Perciò abbiamo bisogno di una nuova evangelizzazione - se l'arte di vivere rimane sconosciuta, tutto il resto non funziona più. Ma questa arte non è oggetto della scienza - questa arte la può comunicare solo chi ha la vita - Colui che è il Vangelo in persona».

(Joseph Ratzinger, Intervento durante il convegno dei catechisti e dei docenti di religione, 10 Dicembre 2000)

«Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita
(Gv 14, 6a)

«Vi ho detto queste cose
perché la mia gioia sia in voi e
la vostra gioia sia piena

(Gv 15, 11)

domenica 14 marzo 2010

Il sentimento non è la totalità dell'amore

«l'amore non è soltanto un sentimento.
I sentimenti vanno e vengono.

Il sentimento può essere una meravigliosa scintilla iniziale,
ma non è la totalità dell'amore
(Benedetto XVI - Deus Caritas Est, n.17)

Queste parole di Benedetto XVI sembrano semplici, quasi ovvie... eppure quanto sono piene di luce, e quanto diversamente pensano molte persone che vediamo attorno a noi...!!