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martedì 1 maggio 2012

Parole che disseccano e parole che illuminano...




Teresa di Lisieux in una lettera del 9 maggio 1897 scrive:

«Qualche volta, 
    quando leggo certi trattati spirituali...
    il mio povero piccolo spirito 
    non tarda a stancarsi

Chiudo il libro dei sapienti

    che manda in pezzi la mia testa 
    e dissecca il mio cuore
    e prendo in mano la Sacra Scrittura

Allora
tutto mi diventa luminoso

    una sola parola dischiude all’anima mia orizzonti infiniti 
    e la perfezione mi sembra facile».

(S. Teresa di Lisieux, Scritti - Lettera 202, 
Postulazione generale dei Carmelitani Scalzi, Roma 1967, p. 734)

sabato 17 marzo 2012

Non c'è vittoria senza lotta

      Ecco una riflessione sulle tentazioni che può esserci utile in questo tempo di Quaresima...

«E subito lo Spirito Lo sospinse nel deserto
e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana.
Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano».
(Marco 1, 12-13)


Ivan Kramskoy, Cristo nel deserto ("Christ in the Wilderness"),
Olio su tela (210 x 180 cm), 1872, Mosca - Galleria statale di Tret'jakov

Tentazioni 

      
La nostra vita in questo pellegrinaggio non può essere esente da prove e il nostro progresso si compie attraverso la tentazione.
      Nessuno può conoscere se stesso, se non è tentato,
né può essere coronato senza aver vinto,
né può vincere senza combattere
;
ma il combattimento suppone un nemico, una prova. 
[...]

      Se siamo stati tentati in Lui, sarà proprio in Lui che vinceremo il diavolo[...]
Egli avrebbe potuto tener lontano da sé il diavolo;
ma, se non si fosse lasciato tentare,
non ti avrebbe insegnato a vincere, quando sei tentato
».

(Sant'Agostino - vescovo di Ippona, Commento sui salmi - Commento al salmo 60, 2-3, 
[Corpus Christianorum Latinorum 39, 766 , Edizioni Brepols, Turnhout (Belgio)]
Ufficio delle letture della I Domenica di Quaresima,  
Una traduzione leggermente diversa è reperibile in internet >> qui)


«Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».
Oracolo del Signore».
(Geremia 1, 19)

venerdì 3 febbraio 2012

Passato, presente e futuro

    Qualche giorno fa è stata la festa di S. Francesco di Sales: una personalità grandissima, che ha molto da dire ai cristiani di oggi; non per niente è stato proclamato Dottore della Chiesa.
Ecco un famoso e illuminante brano, tratto da una lettera scritta per l'inizio del nuovo anno, che ci aiuta a vivere bene il tempo che ci è concesso.



Il mio passato non mi preoccupa più,
        appartiene alla misericordia divina,


il mio futuro non mi preoccupa ancora,
         appartiene alla provvidenza divina


Ciò che mi preoccupa è l'adesso, qui e oggi;
         esso appartiene alla grazia di Dio e
         all'impegno della mia buona volontà.


(Citazione tratta dalla sezione "Francesco di Sales", a cura di Anton Mattes, in
"Grandi mistici. Dal 300 al 1.900", a cura di Gerhard Ruhbach e Josef Sudbrack,
EDB, Bologna, 2003, 2° ed., p. 397)

domenica 1 gennaio 2012

Grandezza di Maria, Madre di Dio

La Madre con il Bambino, 2011
Fra Alberto B. - Matita e acquerello


      A Maria Dio diede il Figlio Suo unico
che aveva generato dal Suo seno uguale a Se Stesso e che amava come Se Stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l'unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria.
      Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio:
Dio che aveva creato ogni cosa,
si fece lui stesso creatura di Maria
,

e ha ricreato così tutto quello che aveva creato

E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, 
dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria.
      Dio dunque è il padre delle cose create
Maria la madre delle cose ricreate
Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate.
Dio ha generato colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito colui senza del quale niente è bene.

      Davvero con te è il Signore che volle che tutte le creature, e Lui stesso insieme, dovessero tanto a te.

(Sant'Anselmo di Aosta - vescovo, dai 
«Discorsi», 
Discorso n. 52, Patrologia Latina 158, 955-956,
Ufficio delle letture della solennità della Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria - II lettura)

domenica 20 novembre 2011

Se Lo amiamo non temiamo

      «Infatti che sorta di amore per Cristo sarebbe il temere che Egli venga? 
      Fratelli, non ci vergogniamo? 
Lo amiamo e temiamo che Egli venga! 
Ma Lo amiamo davvero o amiamo di più i nostri peccati?

      Ci si impone perentoriamente la scelta. Se vogliamo davvero amare Colui che deve venire per punire i peccati, dobbiamo odiare cordialmente tutto il mondo del peccato».

(Sant'Agostino - vescovo,  dal «Commento sui salmi», 

Commento al salmo 95 paragrafo 14,
[Corpus Christianorum Latinorum 39,1351-1353, Edizioni Brepols, Turnhout (Belgio)]
Ufficio delle letture della Domenica della XXXIII settimana del Tempo Ordinario 
Una traduzione leggermente diversa è reperibile in internet >> qui )


«Nell'amore non c'è timore, 
al contrario l'amore perfetto scaccia il timore
perché il timore suppone un castigo 
e chi teme non è perfetto nell'amore».
(1° Lettera di S.Giovanni 4, 18)


«Gioiscano i cieli, esulti la terra,
      risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
      acclamino tutti gli alberi della foresta
davanti al Signore che viene:
      sì, Egli viene a giudicare la terra;
      giudicherà il mondo con giustizia
      e nella sua fedeltà i popoli».
(Salmo 96[95], 11-13)



Nota:  Per chi fosse interessato, l'intera opera di S.Agostino è reperibile in internet su >> "Sant'Agostino: tutte le opere in italiano"

In particolare i commenti sui salmi (da cui è tratto anche il brano sopra) si trovano su >> "Esposizione sui salmi"

giovedì 28 luglio 2011

Prima credo, poi capisco!

«Non cerco di 
capire per poter credere, ma 
credo per poter capire,

perché sono convinto  
che, senza la fede,
non potrei capire
»
(S. Anselmo di Aosta, Proslogion, capitolo I, Patrologia Latina, Vol. 158, colonna 227)