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giovedì 20 febbraio 2014

Senza lo Spirito Santo...


Senza lo Spirito Santo
    Dio è lontano,
    il Cristo resta nel passato,
    il Vangelo è lettera morta,
    la Chiesa una semplice organizzazione,
    l'autorità una dominazione,
    la missione una propaganda,
    il culto un'evocazione
    e l'agire cristiano una morale da schiavi.

Ma nello Spirito Santo
    il cosmo è risuscitato
            e cresce nelle doglie del parto del Regno,
    il Cristo Risorto è presente,
    il Vangelo è Potenza di vita,
    la Chiesa diventa Comunione Trinitaria,
    l'autorità è servizio liberatore,
    la missione è Pentecoste,
    la liturgia è memoriale e anticipazione,
    l'agire umano è deificato."

(Metropolita Ignazio di Latakia  [poi primate della Chiesa di Antiochia, con il nome di Ignazio IV]
Riflessione proposta
nel 1968 a Upsala, ma [erroneamente?] attribuita ad Atenagora I, Patriarca di Costantinopoli,
- citata in 
Dizionario di Mistica, a cura di L. Borriello - E. Caruana - M.R. Del Genio - N. Suffi, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 1998, p. 353
(testo lievemente riadattato)
brano a sua volta Citato da A. Comastri, in R.Cantalamessa,
Il Soffio dello Spirito, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, 1997, p. 165 s -
citato in traduzione leggermente diversa anche su PATH)

lunedì 11 marzo 2013

Fede: fare ciò che si dice!

S. Agostino
    «Credete con tutto il cuore
credete non zoppicando, non esitando
non argomentando contro la fede
sulla base di congetture umane. 


    È stata da Lui chiamata fede 
perché ciò che si dice si fa
Quando si pronuncia la parola "fede"
si ode il suono di due sillabe:
la prima deriva da
fare, la seconda da dire.


    Ti domando dunque:
Credi tu? 
Mi rispondi: Credo
Fa' ciò che dici, e questo è già fede.» 

(S. Agostino, Discorsi  (sull’Antico Testamento) - n. 49.2
- online: http://www.augustinus.it)

giovedì 4 ottobre 2012

Spogliati della tua tristezza!

S. Francesco in preghiera
fra Alberto B - Acquerello, 2011


     È necessario tornare alla preghiera,
fonte da cui scaturisce la
gioia dell’incontro con il Signore

fuoco contro il freddo dell’indifferenza,
     della demotivazione e della tristezza.  [...]

Come per Francesco, anche per noi l’esperienza di Dio deve essere
la prima fonte di gioia
[...]

      L’umanità ha bisogno di una vita cristiana e francescana che sia trasparenza di Cristo e che si manifesti nella donazione totale, gioiosaappassionata
Questa sarà una grande proposta vocazionale
Siamo missionari più per ciò che siamo che per ciò che facciamo o diciamo

(Fr. José Rodrìguez Carballo, Sollemnitas nativitatis Domini nostri Jesu Christi 2011 - Lettera del Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori in occasione del Natale 2011)

«Deponi, o Gerusalemme,
la veste del lutto e dell'afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria»
(Baruc 5,1)

mercoledì 5 settembre 2012

Tu lo riconoscerai?


 Ecce Homo (Particolare), 1871 
Antonio Ciseri 

E' in gioco il nostro destino eterno

    Gesù ci esorta a vivere con coerenza la nostra fede in lui, poiché dall’atteggiamento che avremo assunto nei Suoi confronti durante la nostra esistenza terrena, dipende il nostro eterno destino.
Se lo avremo riconosciuto – Egli dice – davanti agli uomini, gli daremo motivo di riconoscerci davanti al Padre suo; se, al contrario, lo avremo rinnegato davanti agli uomini, ci rinnegherà anche lui davanti al Padre. [...]

      Gesù richiama il premio o il castigo, che ci attendono dopo questa vita, perché ci ama.
Egli sa, come dice un Padre della Chiesa, che a volte il timore di una punizione è più efficace di una bella promessa. Per questo alimenta in noi la speranza della felicità senza fine e nello stesso tempo, pur di salvarci, suscita in noi il timore della condanna.

      Quel che gli interessa è che arriviamo a vivere per sempre con Dio.
E’, del resto, l’unica cosa che conta; è il fine per cui siamo stati chiamati all’esistenza: solo con lui, infatti, raggiungeremo la completa realizzazione di noi stessi, l’appagamento pieno di tutte le nostre aspirazioni [...]

Gesù, al termine del nostro cammino terreno, non farà altro dunque che confermare, davanti al Padre, la scelta operata da ciascuno sulla terra, con tutte le sue conseguenze. E, con il riferimento all’ultimo giudizio, Egli ci mostra tutta l’importanza e la serietà della decisione che noi prendiamo quaggiù: è in gioco, infatti, la nostra eternità. [...]

      Decidiamoci allora a riconoscerlo
davanti agli uomini con semplicità e franchezza.
Vinciamo il rispetto umano. Usciamo dalla mediocrità e dal compromesso, che svuotano di autenticità la nostra vita anche come cristiani. [...]
Diamo questa testimonianza anzitutto col nostro comportamento: con l’onestà della vita, con la purezza dei costumi, col distacco dal denaro, con la partecipazione alle gioie e sofferenze altrui.
Diamola in modo particolare con il nostro reciproco amore, la nostra unità, in modo che la pace e la gioia pura, promesse da Gesù a chi gli è unito, ci inondino l’animo fin da quaggiù e trabocchino sugli altri.

      E a chiunque ci chiederà perché ci si comporta così, perché si è così sereni, pur in un mondo tanto travagliato, rispondiamo pure, con umiltà e sincerità, quelle parole che lo Spirito Santo ci suggerirà, dando così testimonianza a Cristo anche con la parola, anche sul piano delle idee.

(Chiara Lubich, Parola di vita - agosto 2012
pubblicato per intero sulla rivista "Città Nuova" - 1984/12, pp. 10-11,
in internet: 
http://www.focolare.org/it/news/2012/08/01/agosto-2012/,
[Grassetti, corsivi e colori aggiunti da me])


«Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, 
anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 
chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, 
anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli»
(Vangelo di Matteo 10, 32-33)

sabato 7 aprile 2012

Dalle Sue piaghe siamo guariti

Cristo alla colonna, 2010
fra Alberto B.matita e acquerello

        «Cristo patì per voi,
        lasciandovi un esempio,
        perché ne seguiate le orme:

         Egli non commise peccato
        e non si trovò inganno sulla sua bocca;
        insultato, non rispondeva con insulti,
        maltrattato, non minacciava vendetta,
        ma si affidava a Colui che giudica con giustizia.

         Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
        sul legno della croce,
        perché, non vivendo più per il peccato,
        vivessimo per la giustizia;
        dalle Sue piaghe siete stati guariti».

    
    (1 lettera di Pietro 2, 21-24)

sabato 17 marzo 2012

Non c'è vittoria senza lotta

      Ecco una riflessione sulle tentazioni che può esserci utile in questo tempo di Quaresima...

«E subito lo Spirito Lo sospinse nel deserto
e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana.
Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano».
(Marco 1, 12-13)


Ivan Kramskoy, Cristo nel deserto ("Christ in the Wilderness"),
Olio su tela (210 x 180 cm), 1872, Mosca - Galleria statale di Tret'jakov

Tentazioni 

      
La nostra vita in questo pellegrinaggio non può essere esente da prove e il nostro progresso si compie attraverso la tentazione.
      Nessuno può conoscere se stesso, se non è tentato,
né può essere coronato senza aver vinto,
né può vincere senza combattere
;
ma il combattimento suppone un nemico, una prova. 
[...]

      Se siamo stati tentati in Lui, sarà proprio in Lui che vinceremo il diavolo[...]
Egli avrebbe potuto tener lontano da sé il diavolo;
ma, se non si fosse lasciato tentare,
non ti avrebbe insegnato a vincere, quando sei tentato
».

(Sant'Agostino - vescovo di Ippona, Commento sui salmi - Commento al salmo 60, 2-3, 
[Corpus Christianorum Latinorum 39, 766 , Edizioni Brepols, Turnhout (Belgio)]
Ufficio delle letture della I Domenica di Quaresima,  
Una traduzione leggermente diversa è reperibile in internet >> qui)


«Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».
Oracolo del Signore».
(Geremia 1, 19)

domenica 8 gennaio 2012

Vuoi che Dio faccia di te un capolavoro?

Maria umile, 2011
Fra Alberto B. - Matita e acquerello 


"Eccomi, sono la serva del Signore, 
avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38)

    Anche a noi, come a Maria, Dio vuole svelare quanto ha pensato su ciascuno di noi, vuol farci conoscere la nostra vera identità.
Vuoi che io faccia di te e della tua vita un capolavoro?
– sembra dirci – Segui la strada che ti indico e diverrai chi da sempre sei nel mio cuore.
Io, infatti, da tutta l’eternità ti ho pensato ed amato, ho pronunciato il tuo nome. Dicendoti la Mia volontà rivelo il tuo vero io”.


    
Ecco allora che la Sua volontà non è un’imposizione che ci coarta, ma lo svelamento del suo amore per noi, del Suo progetto su di noi; ed è sublime come Dio stesso, affascinante ed estasiante come il suo volto: è Lui stesso che si dona.  [...]
    Ma, perché il disegno di Dio si compia in pienezza Dio chiede il mio, il tuo assenso, come lo ha chiesto a Maria. Solo così si realizza la parola che ha pronunciato su di me, su di te. [...]

    Certamente la Sua volontà non ci è sempre chiara

Come Maria anche noi dovremo domandare luce per capire quello che Dio vuole. Occorre ascoltare bene la sua voce dentro di noi, in piena sincerità, consigliandoci se occorre con chi può aiutarci
Ma una volta compresa la Sua volontà subito vogliamo dirgli di sì

    Se, infatti, abbiamo capito che
la Sua volontà è quanto di più grande e di più bello possa esserci nella nostra vita, non ci rassegneremo a dover fare la volontà di Dio, ma saremo contenti di poter fare la volontà di Dio, di poter seguire il Suo progetto, così che avvenga quello che Lui ha pensato per noi. 
E’ il meglio che possiamo fare, la cosa più intelligente.

    Le parole di Maria – “Eccomi, sono la serva del Signore” – sono dunque
la nostra risposta d’amore all’amore di Dio. [...]»

(
Chiara Lubich, Parola di vita - dicembre 2002, 
pubblicata per intero in Città Nuova, 2002/22, p.7, 
in internet: http://www.focolare.org/it/news/2011/03/01/parola-di-vita-marzo-2011/ )


«L'angelo le disse: "Non temere, Maria, 
perché hai trovato grazia presso Dio. 
Ed ecco, concepirai un figlio, 
lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. [...]

Allora Maria disse all'angelo: 

«Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 
Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te 
e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo 
e sarà chiamato Figlio di Dio. [...]
nulla è impossibile a Dio". 

Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: 
avvenga per me secondo la tua parola"».
(Vangelo secondo Luca 1, 10-31.34-35.37-38)

domenica 1 gennaio 2012

Grandezza di Maria, Madre di Dio

La Madre con il Bambino, 2011
Fra Alberto B. - Matita e acquerello


      A Maria Dio diede il Figlio Suo unico
che aveva generato dal Suo seno uguale a Se Stesso e che amava come Se Stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l'unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria.
      Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio:
Dio che aveva creato ogni cosa,
si fece lui stesso creatura di Maria
,

e ha ricreato così tutto quello che aveva creato

E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, 
dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria.
      Dio dunque è il padre delle cose create
Maria la madre delle cose ricreate
Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate.
Dio ha generato colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito colui senza del quale niente è bene.

      Davvero con te è il Signore che volle che tutte le creature, e Lui stesso insieme, dovessero tanto a te.

(Sant'Anselmo di Aosta - vescovo, dai 
«Discorsi», 
Discorso n. 52, Patrologia Latina 158, 955-956,
Ufficio delle letture della solennità della Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria - II lettura)

martedì 27 dicembre 2011

Generare in noi il Verbo della Vita

    Pubblico una preghiera che a me piace molto, particolarmente adatta a questo tempo in cui meditiamo la nascita di Gesù (questa orazione è uno dei tanti tesori della nostra liturgia).
Come in Maria, la Parola deve farsi carne anche nella nostra vita!

William-Adolphe Bouguereau,
La vergine dei gigli [La Vierge au Lys]
Olio su tela, 1899
   «O Dio, Padre Buono
Tu hai rivelato la gratuità 
  e la potenza del Tuo Amore,
scegliendo il grembo purissimo
  della Vergine Maria 

per rivestire di carne mortale 
  il Verbo della Vita

    
concedi anche a noi 
di accoglierlo e generarlo nello spirito 
con l'ascolto della Tua Parola
nell'obbedienza della Fede

    Per Cristo Nostro Signore. Amen».


(Messale Romano, Orazione Colletta della IV Domenica di Avvento - Anno A)


Nota bene: può essere usata anche come orazione conclusiva al termine dell'
Angelus.

giovedì 8 dicembre 2011

Maria senza macchia

Fra Ignazio Damini  - francescano
Maria Immacolata - Acquerello
 (anno e collocazione ignote)
[Lieve ritocco al computer]


Preparata dall'Altissimo,
prefigurata dai padri


      "A Dio conveniva una natività di questo genere:
che non nascesse se non dalla Vergineanche alla Vergine si addiceva un parto tale: che non generasse se non Dio
Perciò il Creatore degli uomini, che stava per nascere dall'uomo per diventare uomo, dovette scegliere tra tutte le donne, anzi creare una tale madre, che sapeva convenire a Sé e che gli sarebbe piaciuta.
Volle dunque che fosse una vergine

      Lui immacolato volle nascere dall'Immacolata, perché, avrebbe dovuto lavare le macchie di tutti.
Lui mite ed umile di cuore volle venire da una madre piena di mitezza e di umiltà, perché doveva offrirsi a ognuno modello di tali virtù, utili, anzi necessarie per la salvezza. 

Concesse il dono della maternità alla Vergine, lui che le aveva ispirato il voto della verginità e l'aveva arricchita dei meriti dell'umiltà.
      Altrimenti come avrebbe potuto l'Angelo proclamarla piena di grazia, se avesse avuto qualcosa anche piccola che non fosse dalla grazia?"

(San Bernardo - abate, Dalla «Omelia in lode della Vergine Madre»
[Omelia 2, 1-2. 4, Opera omnia, ed. Cistercensi 4 [1966] 21-23]
Seconda lettura dell'Ufficio delle Letture del Martedì della XX settimana del Tempo Ordinario)

«Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio
in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 
a una vergine,
promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe.
La vergine si chiamava Maria. 
Entrando da lei, disse:
«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questoL'angelo le disse:
«Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio».

(Vangelo di Luca 1, 27-30)

martedì 4 ottobre 2011

S. Francesco vero discepolo di Cristo

    Oggi è la festa di S. Francesco, patrono d'Italia, degli ecologisti e Padre di tutta la famiglia francescana! Ne approfitto per pubblicare una preghiera meravigliosa che lui ha scritto negli ultimi anni della sua vita quando ormai ci vedeva poco ed era già molto sofferente nel corpo e nello spirito. Nonostante fosse in quelle condizioni era capace di lodare e ringraziare Dio! Visto che ci sono pubblico anche un disegno che ho fatto qualche anno fa.

Allora BUONA FESTA!

S. Francesco ci sia da maestro e guida nell'amare Cristo con gioia e ardore. Con le sue preghiere ci ottenga la forza e la luce che vengono dallo Spirito.
Il Signore vi dia pace!


Fra Alberto B., S. Francesco gioioso
Matite e inchiostro, 2007
(con lievi ritocchi  tramite computer)


LODI DI DIO ALTISSIMO
Tu sei santo, Signore, solo Dio, che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo,
Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.
Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dèi,
Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene,
il Signore Dio vivo e vero.

Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza,

Tu sei umiltà, Tu sei pazienza,
Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine,
Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza, Tu sei giustizia,
Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza.

Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine.

Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore,
Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la nostra carità.
Tu sei tutta la nostra dolcezza,
Tu sei la nostra vita eterna,
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

(San Francesco d'Assisi, "Lodi di Dio Altissimo"

Fonti Francescane n. 261, Editrici Francescane, Padova, 2004)

sabato 9 luglio 2011

Fare ciò che Tu vuoi, accesi dallo Spirito

     Ecco una preghiera di S. Francesco che a me piace molto, la pubblico assieme ad un disegno che ho fatto qualche tempo fa!
Pace a voi!

 
 Fra Alberto B., San Francesco in preghiera
Matite acquerellabili e inchiostro, 2009 

   «Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio
concedi a noi miseri di fare, per Tuo amore, 
ciò che sappiamo che tu vuoi,
e di volere sempre ciò che a te piace,

affinché
interiormente purificati
interiormente illuminati
e accesi dal fuoco dello Spirito Santo,
possiamo seguire le orme del Tuo Figlio diletto,
il Signor nostro Gesù Cristo

e con l’aiuto della tua sola grazia

giungere a Te, o Altissimo
che nella Trinità perfetta e nella Unità semplice,
vivi e regni e sei glorificato,
Dio Onnipotente per tutti i secoli dei secoli.
Amen».

(S. Francesco d'Assisi,
Lettera a tutto l'Ordine - preghiera conclusiva,
Fonti Francescane n. 233, Editrici Francescane, Padova, 2004)

domenica 19 giugno 2011

Unità semplice - Trinità perfetta

Mi sono seduto con l'intenzione di scrivere poche parole sulla Trinità, ma alla fine è venuto un piccolo "trattato"...
Lo pubblico sperando che possa essere utile a qualcuno!

Andrej Rublëv, Icona della Santissima Trinità, 
Mosca - Galleria statale di Tret'jakov, 1410 circa

Uno e Tre

       I cristiani credono in un Dio che è
Unico e allo stesso tempo in Tre persone
Come è possibile accettare e comprendere questo?
Non è contrario a qualsiasi buon senso?

In realtà, non è qualcosa di cui si possa dar prova con qualche dimostrazione logicaNon è una comprensione a cui si arriva con uno sforzo umano di ragionare:

«... l'uomo lasciato alle sue forze 
non comprende le cose dello Spirito di Dio:
esse sono follia per lui e non è capace di intenderle,
perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito».
(Prima lettera ai Corinzi 2, 14)


      Cosa fare allora? Bisogna "spegnere il cervello"? No!
E' solo che non si può spiegare questo mistero con la "calcolatrice", perché l'amore non è questione di calcoli.
La Trinità non è uno schema concettuale da apprendere, è un oceano immenso in cui immergersi. 
E' possibile comprendere solo con l'aiuto dello Spirito.
      E se non hai ancora questo dono dello Spirito, come puoi fare?
Puoi disporti a riceverlo, puoi fare la tua parte per cominciare a comprendere: prima di tutto credendo alla Parola di Dio.
E' il Vangelo, è Cristo che piano piano ci introduce nel mistero di Dio e ci svela innanzitutto che Lui, il Figlio è Dio come il Padre:

«Io e il Padre siamo una cosa sola».
(Vangelo di Giovanni 10, 30)

«Rispose loro Gesù: "In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono"».
(Vangelo di Giovanni 8, 58)

«Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». 
(Vangelo di Giovanni 16, 15)

     Ma per arrivare a capire è necessario lasciare agire in noi la Parola, accoglierla quale essa è,  non parola di uomini, ma Parola di Dio viva ed efficace:

«Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Diosenza misura Egli dà lo SpiritoIl Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa».
(Vangelo di Giovanni 3, 34-35)

      Lasciando agire in noi lo Spirito con umiltà, le tenebre dell'incomprensibilità piano piano si illuminano.


«Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
(Vangelo di Giovanni 16, 13-15)

«...come sta scritto:
"Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
Dio le ha preparate per coloro che lo amano".
    Ma 
a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; 
lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio
».
(Prima lettera ai Corinzi 2, 9-10)

      E si scopre con stupore che questo Spirito non è una "energia" o una forza impersonale.
No! E' qualcosa che intercede, qualcosa che desidera, perché non è "qualcosa", ma Qualcuno:

«Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio». (Lettera ai Romani 8, 26-27)

Potremo allora comprendere che Padre e Figlio non sono due diversi "dei", ma Persone unite da Colui che crea ogni comunione e unità: lo Spirito dell'Amore.

«...Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del Suo Figlio, il quale grida: "Abbà! Padre!"».
(Lettera ai Galati 4, 6)

«La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato».
(Lettera ai Romani 5, 5)

    Dio, che esiste dall'eternità, non è infinita solitudine, ma eterna comunione di amore
Tre Persone, un Unico Eterno Amore.

«La grazia del Signore Gesù Cristo
l'amore di Dio 
la comunione dello Spirito Santo 
siano con tutti voi».
(Seconda lettera ai Corinzi 13, 13)

* * *

      Davanti al mistero della vita di Dio, 
con tutti gli angeli e i santi del Cielo,
attraverso le parole che ci propone la Santa Madre Chiesa
diciamo insieme con riconoscenza:

«Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, 

lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedetto sei Tu, Signore, nel firmamento del cielo, 
degno di lode e di gloria nei secoli» 
(Liturgia, Lodi della domenica della I settimana - II salmo)



* * *

«Andate dunque 
e fate discepoli tutti i popoli, 
battezzandoli nel nome 
del Padre 
e del Figlio
e dello Spirito Santo»
(Vangelo di Matteo 28, 19)