martedì 27 novembre 2012

Liberiamo la domenica!

Putroppo ho saputo in ritardo di questa raccolta firme, ma pubblicizzo lo stesso questa iniziativa perché mi sembra importante riflettere sui valori che ci stanno dietro...


Raccolta firme per dire no 
al lavoro nei giorni di festa

      ​Restituire la domenica alle famiglie.
Questo l’obiettivo della raccolta firme promossa da Confesercenti e Federstrade, e appoggiata della Conferenza episcopale italiana.
L’iniziativa «Libera la domenica» mira ad abolire la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali, introdotta dal decreto Salva Italia.
       Perché
il lavoro di domenica, come ha ricordato l’arcivescovo di Campobasso-Boiano Giancarlo Bregantini (che presiede la Commissione Cei per i problemi sociali, la giustizia e la pace), 

«si traduce nella triste domanda di tanti bambini: 
mamma, ma neanche oggi stai con me?»

Leggi tutto sul --> sito di "Avvenire"

(Lucia Bellaspiga, "Raccolta firme per dire no al lavoro nei giorni di festa" - quotidiano Avvenire del 24 novembre 2012,
in internet: http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/domani-libera-la-domenica.aspx)

venerdì 16 novembre 2012

La Chiesa è differente


La   Chiesa
     ha delle strutture come le altre società;
     in essa vi sono leggi e dottrine come in ogni società;

     c'è ordine, disciplina e morale, come in ogni società.
Però essa 
     è differente dalle altre società
     per via dello Spirito che la anima.
[...]

Da fuori nessuno vede e può distinguere. [...]

Soltanto
la fede conosce e scopre 
nelle fragili - e non raramente contraddittorie
apparenze esteriori 
un segreto intimo e divino: 
     la presenza del Signore Risorto.

(Leonardo Boff, I sacramenti della vita, 3° Ed., Borla, Roma, 1985, p.59)


Cristo è «il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia Lui ad avere il primato su tutte le cose».
(Cfr. Colossesi 1,18)


«...se dovessi tardare, 
voglio che tu sappia come comportarti
nella casa di Dio,
che è la 
Chiesa del Dio vivente,
colonna e sostegno della verità».
(1Timoteo 3,15)

giovedì 18 ottobre 2012

Non sappiamo più leggere...

I cieli narrano la gloria di Dio, ...
peccato che noi non sappiamo più leggere...!!!


«I cieli narrano la gloria di Dio,
l'opera delle sue mani annuncia il firmamento».
(Salmo 19, 2)


    Potremmo dire che ogni creatura è una parola di Dio. [...]

    Ma può accadere un evento strano.
    Può accadere come a colui che leggeva una lettera,
con il microscopio; arrivava a scoprire
     la pressione della penna in ogni punto di ogni parola,
     la qualità dell'inchiostro e l'assorbimento della carta,
     il tempo della scrittura,
     le interruzioni, gli errori:

ma se gli si domandava che cosa c'era scritto e che cosa significava, 
non lo sapeva. Povero uomo!!!


    Questo è il rischio della scienza moderna;
analizza ogni particolare,
penetra abbastanza nei meandri segreti del cosmo,
ma non ne comprende una parola,
non ne trae un senso.

    Non ci dobbiamo perciò meravigliare se alcuni uomini, che passano anche per grandi scienziati, abbiano dedicato la loro vita a studiare la natura e le sue meraviglie e non si siano mai accorti che era meravigliosa.
Non sapevano, non sanno leggere: sanno solo analizzare.

    San Francesco non sapeva forse analizzare, non sapeva cosa fossero i quanti di luce e lo spettro delle «stellae novae», 
ma sapeva leggere e ce lo ha insegnato.

(Enrico Medi, Cantico di frate sole - Commento di Enrico Medi, Editrice Elle Di Ci, 1986, [p. 14-p.34)



«...Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo 
è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi...»
(Matteo 13, 14-15)


sabato 13 ottobre 2012

Al di là di ogni desiderio

    Un'altra piccola perla dalla liturgia che può essere usata nelle nostre preghiere personali, come preghiera conclusiva.
Troppo spesso siamo distratti e ci perdiamo la bellezza e la ricchezza di queste preghiere...


    «O Diofonte di ogni bene, 
che esaudisci le preghiere del tuo popolo 
al di là di ogni desiderio 
     e di ogni merito

effondi su di noi la tua misericordia: 
perdona ciò che la coscienza teme 
e aggiungi ciò che la preghiera 
     non osa sperare. 

Per il nostro Signore Gesù Cristo Tuo Figlio che è Dio
e vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli».

(Messale Romano
Orazione Colletta della XXVII Domenica del Tempo Ordinario - Anno B)


«A colui che in tutto
ha potere di fare 
molto più
di quanto possiamo domandare o pensare
,
secondo la potenza che opera in noi,

a Lui la gloria
nella Chiesa e in Cristo Gesù
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen».

giovedì 4 ottobre 2012

Spogliati della tua tristezza!

S. Francesco in preghiera
fra Alberto B - Acquerello, 2011


     È necessario tornare alla preghiera,
fonte da cui scaturisce la
gioia dell’incontro con il Signore

fuoco contro il freddo dell’indifferenza,
     della demotivazione e della tristezza.  [...]

Come per Francesco, anche per noi l’esperienza di Dio deve essere
la prima fonte di gioia
[...]

      L’umanità ha bisogno di una vita cristiana e francescana che sia trasparenza di Cristo e che si manifesti nella donazione totale, gioiosaappassionata
Questa sarà una grande proposta vocazionale
Siamo missionari più per ciò che siamo che per ciò che facciamo o diciamo

(Fr. José Rodrìguez Carballo, Sollemnitas nativitatis Domini nostri Jesu Christi 2011 - Lettera del Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori in occasione del Natale 2011)

«Deponi, o Gerusalemme,
la veste del lutto e dell'afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria»
(Baruc 5,1)

mercoledì 26 settembre 2012

La lotta si fa dentro



"Le grandi penitenze si fanno nei primi fervori,
poi col tempo l'anima approfitta di più nella perfezione dell'interno e delle virtù principali.
Io ho fatto penitenze come un sant'Antonio abate, ma ora capisco che sono migliori gli atti interni.
Non c'è paragone tra il combattere internamente ed esternamente.

L'interno è quello che conta".

(S. Giuseppe da Copertino,
citazione in: Gustavo Parisciani, San Giuseppe da Copertino, Osimo (AN) - Basilica Santuario di S. Giuseppe da Copertino, 2001, p. 105, [Edizione fuori commercio] - 
Purtroppo non ho la citazione diretta alla fonte (scritti, epistole, ...?), se qualcuno la conosce e me lo può indicare, gliene sarò grato! )

mercoledì 5 settembre 2012

Tu lo riconoscerai?


 Ecce Homo (Particolare), 1871 
Antonio Ciseri 

E' in gioco il nostro destino eterno

    Gesù ci esorta a vivere con coerenza la nostra fede in lui, poiché dall’atteggiamento che avremo assunto nei Suoi confronti durante la nostra esistenza terrena, dipende il nostro eterno destino.
Se lo avremo riconosciuto – Egli dice – davanti agli uomini, gli daremo motivo di riconoscerci davanti al Padre suo; se, al contrario, lo avremo rinnegato davanti agli uomini, ci rinnegherà anche lui davanti al Padre. [...]

      Gesù richiama il premio o il castigo, che ci attendono dopo questa vita, perché ci ama.
Egli sa, come dice un Padre della Chiesa, che a volte il timore di una punizione è più efficace di una bella promessa. Per questo alimenta in noi la speranza della felicità senza fine e nello stesso tempo, pur di salvarci, suscita in noi il timore della condanna.

      Quel che gli interessa è che arriviamo a vivere per sempre con Dio.
E’, del resto, l’unica cosa che conta; è il fine per cui siamo stati chiamati all’esistenza: solo con lui, infatti, raggiungeremo la completa realizzazione di noi stessi, l’appagamento pieno di tutte le nostre aspirazioni [...]

Gesù, al termine del nostro cammino terreno, non farà altro dunque che confermare, davanti al Padre, la scelta operata da ciascuno sulla terra, con tutte le sue conseguenze. E, con il riferimento all’ultimo giudizio, Egli ci mostra tutta l’importanza e la serietà della decisione che noi prendiamo quaggiù: è in gioco, infatti, la nostra eternità. [...]

      Decidiamoci allora a riconoscerlo
davanti agli uomini con semplicità e franchezza.
Vinciamo il rispetto umano. Usciamo dalla mediocrità e dal compromesso, che svuotano di autenticità la nostra vita anche come cristiani. [...]
Diamo questa testimonianza anzitutto col nostro comportamento: con l’onestà della vita, con la purezza dei costumi, col distacco dal denaro, con la partecipazione alle gioie e sofferenze altrui.
Diamola in modo particolare con il nostro reciproco amore, la nostra unità, in modo che la pace e la gioia pura, promesse da Gesù a chi gli è unito, ci inondino l’animo fin da quaggiù e trabocchino sugli altri.

      E a chiunque ci chiederà perché ci si comporta così, perché si è così sereni, pur in un mondo tanto travagliato, rispondiamo pure, con umiltà e sincerità, quelle parole che lo Spirito Santo ci suggerirà, dando così testimonianza a Cristo anche con la parola, anche sul piano delle idee.

(Chiara Lubich, Parola di vita - agosto 2012
pubblicato per intero sulla rivista "Città Nuova" - 1984/12, pp. 10-11,
in internet: 
http://www.focolare.org/it/news/2012/08/01/agosto-2012/,
[Grassetti, corsivi e colori aggiunti da me])


«Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, 
anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 
chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, 
anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli»
(Vangelo di Matteo 10, 32-33)