«Se non lasciamo il mondo per amore,
dovremo un dì lasciarlo per forza.
Coloro peraltro che nel corso del vivere mortale lo abbandonano con atto spontaneo avranno il centuplo nella vita presente, e il premio eterno in futuro.
Chi al contrario non sa risolversi a fare questo sacrifizio volontariamente, dovrà farlo per forza in punto di morte, ma senza ricompensa, anzi coll’obbligo di rendere stretto conto delle sostanze che per avventura taluno avesse posseduto».
(S. Giovanni Bosco, Introduzione alle Regole del 1885,
riportata in appendice alle Costituzioni, edizioni 2003, p. 223-224,
in internet:
- Regole o Costituzioni della Società di S. Francesco di Sales
- Scritti di Don Bosco)
sabato 4 giugno 2011
Vita religiosa: Povertà
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domenica 29 maggio 2011
Chi non ama non conosce
"L'amore apre l'occhio:
«Chi non ama non conosce».
«Cognoverunt eum in fractione panis - l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane» (Lc 24, 35).
Anime che hanno santamente amato, quanto hanno imparato!"
(Giacomo Alberione, Vademecum, a cura di Angelo Colacrai, Edizioni Paoline, 1992, n. 330)
«Chi non ama non conosce».
«Cognoverunt eum in fractione panis - l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane» (Lc 24, 35).
Anime che hanno santamente amato, quanto hanno imparato!"
(Giacomo Alberione, Vademecum, a cura di Angelo Colacrai, Edizioni Paoline, 1992, n. 330)
Alternativa ai pannolini usa e getta!
Un modo per proteggere e rispettare la Creazione è riciclare o perlomeno produrre meno rifiuti possibile.
Ecco un interessante video che mostra quanto incidono i pannolini nella produzione di rifiuti e indica alcune alternative ai pannolini usa e getta.
Si può inquinare di meno e persino risparmiare...!
Ecco un interessante video che mostra quanto incidono i pannolini nella produzione di rifiuti e indica alcune alternative ai pannolini usa e getta.
Si può inquinare di meno e persino risparmiare...!
domenica 8 maggio 2011
Non il caso, ma l'Amore
Greg Olsen, Lost No More (Non più perduto), 1997
Un disegno d'amoreGesù sa che la sua passione non è un evento fortuito, né semplicemente una decisione degli uomini, ma un disegno di Dio. Sarà processato e rifiutato dagli uomini, ma il “calice” viene dalle mani di Dio.
Gesù ci insegna che il Padre ha un suo disegno d’amore su ciascuno di noi, ci ama di amore personale e, se crediamo a questo amore e se corrispondiamo col nostro amore – ecco la condizione -, egli fa finalizzare ogni cosa al bene.
Per Gesù nulla è successo a caso, neppure la passione e la morte.
E poi ci fu la Risurrezione, la cui solenne festa celebriamo in questo mese. L’esempio di Gesù, Risorto, deve essere di luce per la nostra vita.
Tutto quanto arriva, quanto succede, quello che ci circonda e anche tutto quanto ci fa soffrire dobbiamo saperlo leggere come volontà di Dio che ci ama o una permissione di lui che ancora ci ama.
Allora tutto avrà senso nella vita, tutto sarà estremamente utile, anche quello che sul momento ci pare incomprensibile e assurdo, anche quello che, come per Gesù, può farci piombare in un’angoscia mortale. Basterà che, insieme a lui, sappiamo ripetere, con un atto di totale fiducia nell’amore del Padre:
«Non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36).
(Chiara Lubich, Parola di Vita - Aprile 2003,
pubblicata per intero su Città Nuova (Rivista), 2003/6, p. 7,
in internet: http://www.focolare.org/it/news/2011/04/01/it-aprile-2011)
«Del resto, noi sappiamo che
tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio,
tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio,
per coloro che sono stati chiamati secondo il Suo disegno»
(Lettera ai Romani 8, 28 - Nuovo Testamento, Bibbia)
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giovedì 14 aprile 2011
Purezza / 1: Gesù è il pudore
Tempera su tela - fra Alberto B. 2007
«I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù,
presero le sue vesti, ne fecero quattro parti
- una per ciascun soldato - e la tunica...»
presero le sue vesti, ne fecero quattro parti
- una per ciascun soldato - e la tunica...»
(Giovanni 19, 23)
Gesù è il pudore
"I soldati tolgono la tunica a Gesù
con la violenza dei ladri
e tentano di rubargli anche
il pudore e la dignità.
Ma Gesù è il pudore, Gesù è la dignità
dell’uomo e del suo corpo.
E il corpo umiliato di Cristo
diventa accusa di tutte le umiliazioni
del corpo umano
creato da Dio come volto dell’anima
e linguaggio per dire l’amore.
Ma oggi il corpo è spesso venduto e comprato
sui marciapiedi delle città,
sui marciapiedi della televisione,
nelle case diventate marciapiedi.
Quando capiremo
che stiamo uccidendo l’amore?
Quando capiremo che, senza purezza,
il corpo non vive né può generare la vita?"
(Mons. Angelo Comastri, Meditazioni per la Via Crucis al Colosseo del 2006, X Stazione)
con la violenza dei ladri
e tentano di rubargli anche
il pudore e la dignità.
Ma Gesù è il pudore, Gesù è la dignità
dell’uomo e del suo corpo.
E il corpo umiliato di Cristo
diventa accusa di tutte le umiliazioni
del corpo umano
creato da Dio come volto dell’anima
e linguaggio per dire l’amore.
Ma oggi il corpo è spesso venduto e comprato
sui marciapiedi delle città,
sui marciapiedi della televisione,
nelle case diventate marciapiedi.
Quando capiremo
che stiamo uccidendo l’amore?
Quando capiremo che, senza purezza,
il corpo non vive né può generare la vita?"
(Mons. Angelo Comastri, Meditazioni per la Via Crucis al Colosseo del 2006, X Stazione)
«...si compiva la Scrittura, che dice:
Si sono divisi tra loro le mie vesti
e sulla mia tunica hanno gettato la sorte.
E i soldati fecero così».(Giovanni 19, 24)
Si sono divisi tra loro le mie vesti
e sulla mia tunica hanno gettato la sorte.
E i soldati fecero così».(Giovanni 19, 24)
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sabato 12 febbraio 2011
Adozioni gay, no grazie!
Mi sono imbattuto in questa risposta di Beppe Severgnini riguardante il riconoscimento delle adozioni agli omosessuali e il matrimonio.
Ho pensato di condividerla perché fa piacere, una volta tanto, sentire dire certe cose anche da voci al di fuori degli ambienti ecclesiastici...
Perché dico no alle adozioni gay
di Beppe Severgnini
«Gentile Severgnini, sono un ascoltatore di Radio Montecarlo. Sono stupito e amareggiato dalla sua contrarietà all'adozione di bambini da parte di uomini e donne gay. Trovo il commento gratuito in un contesto che non lo consentiva. Il suo pensiero limitato, sintetico e chiuso trova appoggio negli integralisti islamici, nei leghisti, nei seguaci della Chiesa. È in buona compagnia, ma non credo ne sia orgoglioso. Mi stupisce ciò che ha detto. Proprio lei, uomo di mondo e di viaggi.»
[ELC]
(* vedi nota sottostante)
Perché il contesto non lo consentiva, caro ELC? In quello spazio mattutino (ore 8.30, dal lunedi al venerdì) parliamo di tutto, da tempo. Ho premesso che le coppie dello stesso sesso vanno tutelate e riconosciute dalle legge. Ma che ci posso fare? Non sono favorevole all'adozione e, prima ancora, al matrimonio, che è per definizione l'unione di un uomo e di una donna. Non accetta il mio argomento? Provi a seguirmi. Perché, allora, il matrimonio non può essere fra tre persone? O fra quattro? O fra tre uomini, due donne e un avatar? Se la sua risposta fosse «Eh no, bisogna essere in due!», vuol dire che anche per lei esiste una definizione di matrimonio, basata su una categoria: il numero. Per me ce n'è un'altra: la differenza di sesso. Non lo chiede solo la religione cattolica; lo suggeriscono il buon senso, la storia e la natura (che punta, implacabile, alla procreazione e alla conservazione della specie).
Aggiungo: l'adozione da parte di coppie omosessuali mi lascia perplesso; molto perplesso quando ha risvolti pubblici e mondani, come nel caso di Elton John. Un bambino ha bisogno di mamma e papà, figure diverse e complementari. Può accadere che debba crescere solo con una o solo con l'altro. Ma svantaggiarlo da subito mi sembra ingiusto. Solo nel caso di adolescenti, la cui l'adozione si rivelasse difficile, sono pronto a rivedere il mio parere.
Questo fa di me un troglodita politico? Non credo. Forse, in parte, un conservatore. Credo infatti che qualcosa da conservare ci sia, nella tradizione e nella fabbrica sociale degli uomini. Molto altro, invece, si può e si deve cambiare. E in Italia non lo facciamo, porca miseria.
(Beppe Severgnini, Risposta ai messaggi di posta pubblicata su "Sette" (del Corriere della Sera) numero 5 del 3 febbraio 2011 pag. 7 -
il testo è disponibile anche in Internet all'indirizzo: http://www.corriere.it/italians/11_Febbraio_03/Le-adozioni-degli-omosessuali_...
Nota: Il grassetto, le sottolineature e i colori del testo sono aggiunte mie)
* Nota
Quando ho pubblicato per la prima volta questo articolo avevo omesso per brevità alcune parole della lettera spedita dal lettore. Sono quelle che ora vedete contrassegnate dal colore verde.
Siccome a me interessava la risposta di Beppe Severgnini, avevo accorciato il testo della domanda, secondo questo semplice principio: pubblico la minima parte di domanda necessaria per comprendere la risposta di Severgnini, in modo però che non risulti distorto il pensiero originale del lettore. Avevo accuratamente segnalato con i tre puntini ([...]) questa operazione in modo che il lettore fosse cosciente del fatto che avevo omesso una parte di testo.
E' un modo di operare che si usa comunemente anche nelle citazioni che trovate nei giornali e nelle pubblicazioni in ambito accademico-scientifico. Mi sembra di aver agito con assoluta onestà intellettuale e correttezza operativa.
Nei giorni scorsi però ho ricevuto delle proteste abbastanza accese che mi accusano di aver "manomesso" e "censurato" il testo originale. Francamente sono stupito di queste accuse.
Ho ripristinato il testo originale proprio perché ognuno possa giudicare da sé e rendersi conto: a me sembra che la sostanza del pensiero del lettore fosse sufficientemente espressa ed espressa senza che fosse travisata, ognuno giudichi da sé.
Ripeto che queste accuse mi risultano assolutamente incomprensibili, tanto più che si tratta di poche parole che non aggiungono granché al senso globale della domanda...
Tra l'altro, chiunque sfogliando questo blog può verificare che è un accorgimento che uso spesso, persino nel citare il papa e la Sacra Scrittura.
E lo faccio sistematicamente per un preciso intento: sapendo che la gente di oggi ha poco tempo per leggere, mi sforzo di selezionare e pubblicare quel minimo necessario che esprime un'idea chiave, ma lo faccio sempre con l'attenzione che non ne risulti snaturato o travisato il pensiero originale dell'autore.
Ognuno può valutare da sé.
Il Signore vi dia pace!
Ho pensato di condividerla perché fa piacere, una volta tanto, sentire dire certe cose anche da voci al di fuori degli ambienti ecclesiastici...
Perché dico no alle adozioni gay
di Beppe Severgnini
«Gentile Severgnini, sono un ascoltatore di Radio Montecarlo. Sono stupito e amareggiato dalla sua contrarietà all'adozione di bambini da parte di uomini e donne gay. Trovo il commento gratuito in un contesto che non lo consentiva. Il suo pensiero limitato, sintetico e chiuso trova appoggio negli integralisti islamici, nei leghisti, nei seguaci della Chiesa. È in buona compagnia, ma non credo ne sia orgoglioso. Mi stupisce ciò che ha detto. Proprio lei, uomo di mondo e di viaggi.»
[ELC]
(* vedi nota sottostante)
Perché il contesto non lo consentiva, caro ELC? In quello spazio mattutino (ore 8.30, dal lunedi al venerdì) parliamo di tutto, da tempo. Ho premesso che le coppie dello stesso sesso vanno tutelate e riconosciute dalle legge. Ma che ci posso fare? Non sono favorevole all'adozione e, prima ancora, al matrimonio, che è per definizione l'unione di un uomo e di una donna. Non accetta il mio argomento? Provi a seguirmi. Perché, allora, il matrimonio non può essere fra tre persone? O fra quattro? O fra tre uomini, due donne e un avatar? Se la sua risposta fosse «Eh no, bisogna essere in due!», vuol dire che anche per lei esiste una definizione di matrimonio, basata su una categoria: il numero. Per me ce n'è un'altra: la differenza di sesso. Non lo chiede solo la religione cattolica; lo suggeriscono il buon senso, la storia e la natura (che punta, implacabile, alla procreazione e alla conservazione della specie).
Aggiungo: l'adozione da parte di coppie omosessuali mi lascia perplesso; molto perplesso quando ha risvolti pubblici e mondani, come nel caso di Elton John. Un bambino ha bisogno di mamma e papà, figure diverse e complementari. Può accadere che debba crescere solo con una o solo con l'altro. Ma svantaggiarlo da subito mi sembra ingiusto. Solo nel caso di adolescenti, la cui l'adozione si rivelasse difficile, sono pronto a rivedere il mio parere.
Questo fa di me un troglodita politico? Non credo. Forse, in parte, un conservatore. Credo infatti che qualcosa da conservare ci sia, nella tradizione e nella fabbrica sociale degli uomini. Molto altro, invece, si può e si deve cambiare. E in Italia non lo facciamo, porca miseria.
(Beppe Severgnini, Risposta ai messaggi di posta pubblicata su "Sette" (del Corriere della Sera) numero 5 del 3 febbraio 2011 pag. 7 -
il testo è disponibile anche in Internet all'indirizzo: http://www.corriere.it/italians/11_Febbraio_03/Le-adozioni-degli-omosessuali_...
Nota: Il grassetto, le sottolineature e i colori del testo sono aggiunte mie)
* Nota
Quando ho pubblicato per la prima volta questo articolo avevo omesso per brevità alcune parole della lettera spedita dal lettore. Sono quelle che ora vedete contrassegnate dal colore verde.
Siccome a me interessava la risposta di Beppe Severgnini, avevo accorciato il testo della domanda, secondo questo semplice principio: pubblico la minima parte di domanda necessaria per comprendere la risposta di Severgnini, in modo però che non risulti distorto il pensiero originale del lettore. Avevo accuratamente segnalato con i tre puntini ([...]) questa operazione in modo che il lettore fosse cosciente del fatto che avevo omesso una parte di testo.
E' un modo di operare che si usa comunemente anche nelle citazioni che trovate nei giornali e nelle pubblicazioni in ambito accademico-scientifico. Mi sembra di aver agito con assoluta onestà intellettuale e correttezza operativa.
Nei giorni scorsi però ho ricevuto delle proteste abbastanza accese che mi accusano di aver "manomesso" e "censurato" il testo originale. Francamente sono stupito di queste accuse.
Ho ripristinato il testo originale proprio perché ognuno possa giudicare da sé e rendersi conto: a me sembra che la sostanza del pensiero del lettore fosse sufficientemente espressa ed espressa senza che fosse travisata, ognuno giudichi da sé.
Ripeto che queste accuse mi risultano assolutamente incomprensibili, tanto più che si tratta di poche parole che non aggiungono granché al senso globale della domanda...
Tra l'altro, chiunque sfogliando questo blog può verificare che è un accorgimento che uso spesso, persino nel citare il papa e la Sacra Scrittura.
E lo faccio sistematicamente per un preciso intento: sapendo che la gente di oggi ha poco tempo per leggere, mi sforzo di selezionare e pubblicare quel minimo necessario che esprime un'idea chiave, ma lo faccio sempre con l'attenzione che non ne risulti snaturato o travisato il pensiero originale dell'autore.
Ognuno può valutare da sé.
Il Signore vi dia pace!
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venerdì 28 gennaio 2011
Destino o responsabilità?
Come ci ricorda la Scrittura, per un cristiano non esiste un destino eterno già prestabilito.
Siamo noi che scegliamo attraverso l'uso della nostra libertà!
«...Dio, nostro salvatore, ...
A questo riguardo pubblico un simpatico e istruttivo aneddoto preso dalla vita del Beato Giovanni Duns Scoto, riferito da uno storico:
Il destino e il contadino
«Si dice che il beato Giovanni Duns Scoto sempre si intrattenesse familiarmente con la povera gente che incontrava lungo il cammino, anche se era gente rozza.
Un giorno infatti, in Inghilterra, egli vide un contadino che seminava l'orzo, ed essendo inquieto per la durezza del lavoro, imprecava con bestemmie atroci.
Duns Scoto gli ricordò i Comandamenti di Dio, ma il bifolco rispose più incollerito che mai: "Tu perdi il tempo e le parole! So benissimo che in ogni modo si compirà la volontà di Dio, poiché Egli dispone le cose da tutta l'eternità e sa quale destino mi tocca.
Ed allora, virtuoso o colpevole, andrò dove devo andare: o in Paradiso o all'Inferno.
Il pio Dottore, dopo averlo ascoltato pazientemente, neutralizzò tale atteggiamento, mediante un esempio adatto a farlo persuaso e stupito:
"Vediamo, gli disse: se Dio, come tu pensi, ha imposto a tutte le cose, fin dall'eternità, tale destino, perché ti prendi la pena di coltivare il campo?
Se Dio da sempre ha decretato che quest'orzo germogli nel tuo campo, germoglierà ugualmente, sia che tu lo semini o no. Al contrario, se ha stabilito che non debba germogliare, tu suderai invano"(!!!)».

(Padre Stefano M. Manelli, Beato Giovanni Duns Scoto - Dottore Mariano, Casa Mariana Editrice - Frigento (AV), pag. 61-62 - Testo lievemente adattato)
Siamo noi che scegliamo attraverso l'uso della nostra libertà!
«tua è la fedeltà, Signore;
secondo le sue opere Tu ripaghi ogni uomo».
(Salmo 62, 13)
«...Dio, nostro salvatore, ...
vuole che tutti gli uomini siano salvati
e giungano alla conoscenza della verità».
(1 Timoteo 2, 3-4)
Il destino e il contadino
Jean-François Millet, Uomo con la zappa [L'homme à la houe]
Olio su tela, circa 1860-1862
Un giorno infatti, in Inghilterra, egli vide un contadino che seminava l'orzo, ed essendo inquieto per la durezza del lavoro, imprecava con bestemmie atroci.
Duns Scoto gli ricordò i Comandamenti di Dio, ma il bifolco rispose più incollerito che mai: "Tu perdi il tempo e le parole! So benissimo che in ogni modo si compirà la volontà di Dio, poiché Egli dispone le cose da tutta l'eternità e sa quale destino mi tocca.
Ed allora, virtuoso o colpevole, andrò dove devo andare: o in Paradiso o all'Inferno.
Il pio Dottore, dopo averlo ascoltato pazientemente, neutralizzò tale atteggiamento, mediante un esempio adatto a farlo persuaso e stupito:
"Vediamo, gli disse: se Dio, come tu pensi, ha imposto a tutte le cose, fin dall'eternità, tale destino, perché ti prendi la pena di coltivare il campo?
Se Dio da sempre ha decretato che quest'orzo germogli nel tuo campo, germoglierà ugualmente, sia che tu lo semini o no. Al contrario, se ha stabilito che non debba germogliare, tu suderai invano"(!!!)».

(Padre Stefano M. Manelli, Beato Giovanni Duns Scoto - Dottore Mariano, Casa Mariana Editrice - Frigento (AV), pag. 61-62 - Testo lievemente adattato)
«...io ti ho posto davanti la vita e la morte,
la benedizione e la maledizione.
Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza,
amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce
e tenendoti unito a lui,
poiché è lui la tua vita e la tua longevità...».
la benedizione e la maledizione.
Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza,
amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce
e tenendoti unito a lui,
poiché è lui la tua vita e la tua longevità...».
(Deuteronomio 30, 19-20)
«Se tu vuoi, puoi osservare i comandamenti;
l'essere fedele dipende dalla tua buona volontà.
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano».
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano».
(Siracide 15,15-16)
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