domenica 24 marzo 2013

Non c'è pace senza verità!


     «Ma c’è anche un’altra povertà! 
È la povertà spirituale dei nostri giorni
che riguarda gravemente anche i Paesi considerati più ricchi. 

     È quanto il mio Predecessore, il caro e venerato Benedetto XVI, 

chiama la “dittatura del relativismo”
che lascia ognuno come misura di se stesso 
e mette in pericolo la convivenza tra gli uomini.

     E così giungo ad una seconda ragione del mio nome
Francesco d’Assisi ci dice: lavorate per edificare la pace! 
Ma non vi è vera pace senza verità! 

     Non vi può essere pace vera 
se ciascuno è la misura di se stesso, 
se ciascuno può rivendicare sempre e solo il proprio diritto, 
senza curarsi allo stesso tempo del bene degli altri, di tutti, 
a partire dalla natura che accomuna ogni essere umano su questa terra».

(Santo Padre Francesco, UDIENZA AL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO PRESSO A SANTA SEDEVenerdì, 22 marzo 2013 -

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/speeches/2013/march/documents/papa-francesco_20130322_corpo-diplomatico_it.html )

lunedì 11 marzo 2013

Fede: fare ciò che si dice!

S. Agostino
    «Credete con tutto il cuore
credete non zoppicando, non esitando
non argomentando contro la fede
sulla base di congetture umane. 


    È stata da Lui chiamata fede 
perché ciò che si dice si fa
Quando si pronuncia la parola "fede"
si ode il suono di due sillabe:
la prima deriva da
fare, la seconda da dire.


    Ti domando dunque:
Credi tu? 
Mi rispondi: Credo
Fa' ciò che dici, e questo è già fede.» 

(S. Agostino, Discorsi  (sull’Antico Testamento) - n. 49.2
- online: http://www.augustinus.it)

giovedì 28 febbraio 2013

FEDE o SENTIMENTI?

    Da che cosa ci facciamo guidare: dalla fede o dal sentimento?



Merlin R. Carothers

      "Se la nostra relazione con Dio dipendesse dai nostri sentimenti, non saremmo veramente noi a fare la scelta.
      Noi non possiamo scegliere ciò che sentiremo.
Ma possiamo scegliere di avere fiducia,
di credere e di avere fede
.
      È per la fede che siamo salvati, afferma la Bibbia.
Ma molti di noi hanno un’idea distorta della fede.
Diciamo: “
Non ho assolutamente la fede per credere”,
ma quello che intendiamo dire è: “
Non mi sento sicuro”.

      La fede e i sentimenti 
sono due cose totalmente differenti.
      “La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Ebrei 11, 1). La fede non ha origine nelle nostre emozioni, nei nostri sentimenti o nelle nostre sensazioni.
      La fede è una questione di
volontà.
Decidiamo di considerare come realtà
ciò che i nostri sensi
non possono percepire".

(Merlin R. Carothers,  La potenza della lode,
Editrice Uomini Nuovi (EUN), Varese, 2005, p. 32)

giovedì 14 febbraio 2013

Grazie Benedetto XVI!

    Caro papa Benedetto, grazie per quello che sei stato e sei per tutta la Chiesa! Non spetta a noi giudicare o indagare i motivi della tua scelta.
Siamo sicuri che hai riflettuto e pregato molto prima di prendere questa decisione e siamo sicuri che la Chiesa è nelle mani di Cristo!


«Cari fratelli e sorelle,
    come sapete [...applausi...] - grazie per la vostra simpatia! - ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato il 19 aprile 2005. 

    Ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa,
dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede. 


    Mi sostiene e mi illumina la certezza che 

la Chiesa è di Cristo,
il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura.

    Ringrazio tutti per l’amore e per la preghiera con cui mi avete accompagnato. Grazie! Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni, per me non facili, la forza della preghiera, che l’amore della Chiesa, la vostra preghiera, mi porta. 


   Continuate a pregare per me,
per la Chiesa, per il futuro Papa
.
Il Signore ci guiderà».


(Benedetto XVI, Udienza generale - Mercoledì, 13 febbraio 2013)

martedì 22 gennaio 2013

Sopravvissuta all'aborto

    Tra pochi giorni (il 3 febbraio 2013) sarà la
GIORNATA PER LA VITA.

    A questo proposito condivido una testimonianza impressionante: il racconto di una che è sopravvissuta all'aborto!
Questa ragazza ha un coraggio e una forza meravigliose nel testimoniare, veramente "ispirata". Sia lode a Dio!
Buona visione!


La Bambina di Dio



Leggete anche il messaggio ufficiale
per la Giornata per la vita 2013:
"Generare la vita vince la crisi"

martedì 1 gennaio 2013

Maria e la Chiesa

      Pubblico una riflessione che spiega in modo profondo e chiaro  il rapporto tra la Chiesa e Maria e il motivo per cui i passi in cui la Scrittura parla di Maria e i passi in cui parla della Chiesa possono intendersi sia dell'una che dell'altra.



Fra Ignazio Damini
(anno e collocazione dell'opera ignote)



Maria e la Chiesa

Il Cristo è unico,
      perché Capo e Corpo formano un tutt'uno. [...]
Maria senza alcun peccato

    ha generato al corpo il Capo,
la
Chiesa nella remissione di tutti i peccati 

    ha partorito al Capo il corpo.
Tutt'e due sono madri di Cristo
      ma nessuna delle due genera il tutto senza l'altra.

     Perciò giustamente
nelle Scritture divinamente ispirate quel ch'è detto in generale della vergine madre Chiesa, s'intende singolarmente della vergine madre Maria

e quel che si dice in modo speciale della vergine madre Maria, va riferito in generale alla vergine madre Chiesa
e quanto si dice d'una delle due, può essere inteso indifferentemente dell'una e dell'altra.

   Anche la singola anima fedele può essere considerata come Sposa del Verbo di Dio, madre figlia e sorella di Cristo, vergine e feconda. 

Nel tabernacolo del grembo di Maria Cristo dimorò nove mesi
nel tabernacolo della fede della Chiesa sino alla fine del mondo
nella conoscenza e nell'amore dell'anima fedele per l'eternità.

(Beato Isacco della Stella - abate, Dai «Discorsi», 
[Discorso n. 51, Patrologia Latina 194, 1862-1863. 1865],  
Ufficio delle letture del Sabato della Seconda Settimana di Avvento - II Lettura)


«[Cristo] è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa».
(Lettera ai Colossesi 1, 17-18a)

«[Maria] diede alla luce il suo figlio primogenito, 
lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia»
(Luca 2, 7a)

domenica 30 dicembre 2012

Auguri scomodi...

    Pubblico un discorso molto bello, forte e provocatorio di un grande testimone dei nostri tempi: D. Tonino Bello.
Mi scuso se è un po' lungo (non è abitudine di questo blog pubblicare testi lunghi), ma vale veramente la pena di leggerlo.



Auguri scomodi

    "Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non posso infatti sopportare l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

      Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
      Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità ad uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
      Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

      Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
      Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne,
disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

      Gli angeli che annunciano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio per fame.

      I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità  e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
Che il numero 167 non è la cifra di matricola data ai condannati dal sistema.
Che i ricorsi a tutti i TAR della terra sono inammissibili quando a farne le spese sono i diritti sacrosanti di chi non conta mai niente. Che i poveri hanno sempre ragione anche quando hanno torto.

      I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge”, e scrutando l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.
E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri che poi è l’unico modo per morire ricchi.

      Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
      Buon Natale!"

(Don Tonino Bello, Auguri Scomodi, [riportato integralmente])

Nota: Non conosco in quale occasione D. Tonino Bello abbia pronunciato questo discorso, né se esista una pubblicazione ufficiale di questo testo (in internet il testo si trova facilmente, ma nessuno di quelli che ho trovato riporta una fonte esplicita).
In ogni caso esiste la registrazione audio di questo discorso che si può ascoltare qui: